Virus Zika, annuncio choc degli Usa: gli atleti liberi di non andare

9 Febbraio 2016

ROMA. Da Rio e da Brasilia si ostenta sicurezza, ma di giorno in giorno cresce l'allarme per la diffusione del virus Zika, quando mancano meno di sei mesi alla cerimonia di apertura dei Giochi 2016....

ROMA. Da Rio e da Brasilia si ostenta sicurezza, ma di giorno in giorno cresce l'allarme per la diffusione del virus Zika, quando mancano meno di sei mesi alla cerimonia di apertura dei Giochi 2016. In particolare, negli Usa la questione viene presa molto sul serio.

Se il presidente Obama ha annunciato che chiederà al Congresso 1,8 miliardi di dollari per combattere il virus, il Comitato olimpico (Usoc), in una riunione con i vertici delle Federazioni sportive, avrebbe dato indicazione che gli atleti preoccupati per la loro salute dovrebbero valutare la rinuncia a partecipare alle Olimpiadi. Una indiscrezione non confermata ufficialmente, e in alcuni siti Usa sarebbe stata smentita, ma del tema si è parlato anche alla Casa Bianca.

«È una decisione personale», ha affermato in proposito il direttore della divisione per le malattie infettive dell'Istituto nazionale per la salute americano, Anthony Fauci (nella foto), durante il briefing giornaliero della Casa Bianca. Non solo negli Usa c'è attenzione, anche perché tra pochi giorni proprio a Rio, dal 19 al 24 febbraio, è in programma – all'Acquatic Centre, struttura all'aperto che ad agosto ospiterà le Olimpiadi – la Coppa del Mondo di tuffi che qualificherà ai Giochi. Un evento che, nel pieno della epidemia, vedrà una grande partecipazione in quanto sono in palio ben 136 carte olimpiche per le prove individuali maschile e femminile e per quelle sincronizzate. Dall'Italia partiranno nove atleti, tra i quali Tania Cagnotto e Francesca Dallapè. Il Coni da tempo lavora sul tema Zika, seguendo una linea di condotta precisa: niente allarmismi, ma serve prevenzione. Il Comitato olimpico, guidato da Giovanni Malagò, opera a stretto contatto con l'Istituto di epidemiologia dello Spallanzani di Roma. Come in Italia, anche negli Usa «si sta monitorando la situazione con le autorità sanitarie e in contatto costante» con il Comitato olimpico internazionale (Cio), gli organizzatori di Rio 2016 e l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ha fatto sapere al “Time” Patrick Sandusky, uno dei portavoce dell'Usoc.

«Stiamo anche lavorando con specialisti delle malattie infettive ed esperti in malattie tropicali», ha aggiunto.