«Voglio avere tutto sotto controllo, l’ultima parola spetta sempre a me»
VASTO. Arredatrice, mamma di tre figli e presidente. Angela Di Benedetto, 41 anni da compiere a settembre, è al comando della Bacigalupo Vasto Marina, appena promossa in Eccellenza. Originaria di...
VASTO. Arredatrice, mamma di tre figli e presidente. Angela Di Benedetto, 41 anni da compiere a settembre, è al comando della Bacigalupo Vasto Marina, appena promossa in Eccellenza. Originaria di Orsogna, ma residente a Fossacesia, Di Benedetto è entrata cinque anni fa nel mondo del calcio dilettantistico. Prima l’esperienza alla guida dell’Orsogna, la squadra del suo paese, poi l’addio per problemi relativi agli impianti e il passaggio alla Bacigalupo Vasto Marina dove quest’anno ha vinto il campionato di Promozione dopo essere stata ripescata. Il calcio è diventato il suo mondo, un mondo che Angela vorrebbe fosse sempre più a tinte rosa. Ecco perché con sé ha voluto altre due donne, le sorelle Rita e Giovanna Di Sario, nominate vicepresidenti della Bacigalupo Vasto Marina. «Un trio tutto femminile», racconta Di Benedetto, «per dimostrare che le donne possono stare nel calcio e hanno anche le capacità di gestire una società. Gli uomini accettano i consigli di una donna se riconoscono che sono giusti. Non è vero che il calcio è uno sport solo per gli uomini. Io non ho mai ricevuto insulti da allenatori e dirigenti. Sono una donna e mi faccio rispettare da tutti». Con gli arbitri, però, il rapporto è stato spesso conflittuale. «In Prima categoria, quando stavo all’Orsogna, è stata una guerra continua», spiega la presidentessa. «Ho perso una finale play off per un errore evidente dell’arbitro. Non me la sono mai presa con i ragazzi, ma con il capo degli arbitri, Giancola, con il quale ho avuto parecchie discussioni. In Promozione, invece, devo dire che mi sono trovata molto meglio anche perché gli arbitri sono più preparati». Tifosa della Juventus, si ispira a Gianni Agnelli, «un mito per me come imprenditore, manager e uomo», ma in molti l’hanno ribattezzata come la “Zamparini” dei dilettanti. «Sì, mi hanno definito una mangia allenatori perchè il primo anno all’Orsogna ne cambiai tre in una stagione», sorride Di Benedetto, «ma fu un caso. Sono un presidente che non entra mai nelle questioni tecniche, lascio fare agli altri ma voglio avere tutto sotto controllo e l’ultima parola spetta sempre a me». Come si porta avanti una società dilettantistica? «Con passione, sacrificio e con l’aiuto degli sponsor. Per me il calcio è un divertimento, amo organizzare le trasferte e non mi perdo una partita». Così come la figlia Benedetta, sempre presente sugli spalti insieme alla mamma. «È la mascotte della società», dice Angela. E chissà che un giorno non segua le orme della sua mamma. (g.g.)
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