Zeman: una squadra che vince 2 gare non può fare il campionato di serie A

29 Maggio 2017

FIRENZE. Zdenek Zeman non è mai banale. Non lo è mai stato nella sua carriera e non lo è stato neppure ieri sera, dopo una gara inutile per la classifica di entrambe le squadre ma comunque bella e...

FIRENZE. Zdenek Zeman non è mai banale. Non lo è mai stato nella sua carriera e non lo è stato neppure ieri sera, dopo una gara inutile per la classifica di entrambe le squadre ma comunque bella e ricca di capovolgimenti di fronte. D’altronde, quando c’è Zeman di mezzo, non ci si annoia mai, né in campo, né nei post-partita. E allora ecco che il match del Franchi quasi passa in secondo piano, anche se si è visto un buon Pescara, con il tecnico boemo che nel ventre dello stadio fiorentino viene pungolato sull’addio di Totti. «Non è stata una festa, ma una tragedia, un funerale», attacca l’allenatore biancazzurro, «mi dispiace perché alla fine non è stato lui a decidere, ce la faceva ancora a correre. In tutti questi anni ha avuto dei compagni davvero bravi, ma la differenza l’ha fatta sempre lui. Penso che lui abbia ancora voglia di giocare», rimarca Zeman, «ma non potrà farlo in Italia. Bisogna vedere se all’estero troverà una squadra adatta alle sue qualità, una squadra vera e all’altezza. Non ce lo vedo come dirigente, il campo è ancora la sua casa perché si vede che ha ancora voglia di giocare».
L’arrivederci alla serie A del Pescara è amarissimo. La bordata di Vecino dalla lunghissima distanza ha tolto agli abruzzesi anche la soddisfazione di chiudere con una vittoria effimera. Il boemo ammette che la retrocessione è stata giusta. «Il rammarico c’è, è inevitabile, ci abbiamo provato e pensavo che si potesse fare qualcosa in più, ma una squadra che vince solo due partite in campionato non può fare la serie A. Abbiamo dimostrato qualcosa a momenti, ma è davvero troppo poco. Le distrazioni e gli errori evitabili si pagano, come abbiamo visto nella partita con la Fiorentina, e le poche azioni buone che abbiamo fatto, oltre ai due gol, non sono bastate». Il futuro di Zeman è ancora a Pescara, sperando che i biancazzurri possano risalire subito in massima serie: «Non è facile, c’è tanto da lavorare», spiega il boemo. Che poi svela un retroscena di mercato che riguarda il passato. «Ero stato accostato alla Fiorentina diversi anni fa, ai tempi di Cecchi Gori. Si vede che sono vecchio», ride Zeman, nonostante la serataccia. Tirando su un sorriso anche alla sala stampa. Futuro lontano dalla Fiorentina, invece, per Paulo Sousa che incassa i complimenti di Zeman ma anche qualche “stoccatina”. «Nel complesso credo che Sousa abbia fatto bene, l’anno scorso la squadra si esprimeva meglio rispetto a quest’anno. Secondo me, però, troppo possesso palla non dà possibilità di fare tanti gol».
Sousa, dal canto suo, avrebbe voluto congedarsi da Firenze con una vittoria. Non era d’accordo il Pescara. «Noi prepariamo le partite sempre allo stesso modo», il commento dell’allenatore della Fiorentina, «e giochiamo sempre per vincere. Purtroppo quest’anno abbiamo perso contro squadre inferiori a noi tecnicamente, mentre con le grandi abbiamo fatto meglio. Qui sono stato bene, sono cresciuto tanto. Ringrazio i ragazzi per la disponibilità che mi hanno dato dal primo giorno».
Simone Ricci
©RIPRODUZIONE RISERVATA.