Zhang ora usa le forbici: taglio del 15% agli ingaggi

10 Maggio 2021

Il prestito di 250 milioni in arrivo servirà a terminare la stagione, ma il presidente chiederà ulteriori sacrifici alla squadra. Il mercato dovrà essere chiuso in attivo

MILANO. La festa scudetto dell’Inter rischia di essere inficiata dalle trattative economiche che il club intende avviare con i tesserati. Dopo la vittoria del campionato, l'Inter è tornata a fare i conti con il presidente Steven Zhang che ha dettato la strategia in vista della prossima stagione. Oltre all'arrivo di un fondo americano con 250 milioni, con Oaktree e Bain Capital in corsa e a pochi metri dal traguardo, la vera missione della società sarà ridurre il costo del lavoro senza perdere competitività in campo. In primis con le cessioni di giocatori non strategici o comunque considerati sacrificabili. Il tutto dentro un mercato bilanciatissimo, da chiudere in attivo, a cui va aggiunta l’idea di rimodulare (per quanto possibile) alcuni contratti in essere. Quindi, la parola chiave è austerity. Rosa ridotta e costi ridimensionati.
I calciatori fuori dal progetto sono Nainggolan, Joao Mario e Dalbert: pesano ancora per una trentina di milioni sul bilancio. Il costo degli ingaggi è pari a 220 milioni di euro. L'Inter punta alla riduzione del monte ingaggi del 15% (30-35 milioni), con il conseguente addio di alcuni calciatori poco utilizzati ma con stipendi alti: ad esempio, Vidal e Sanchez guadagnano 6,5 e 7 milioni l’anno, terzo e quarto più pagato della compagnia, ma il loro apporto alla causa è stato relativo. Anche altri come Vecino o Pinamonti appartengono allo stesso contesto, insieme dei cileni. Ma questi sacrifici potrebbero non bastare. Ne potrebbe servire un altro o più di uno. Di giocatori considerati di prima fascia.
E allora ecco che entrano nel mirino calciatori del calibro di Brozovic e De Vrij. dello stesso Skriniar. Conte non vorrebbe privarsi di loro, ma potrebbe essere il tempo di fare scelte difficili per un bene superiore. Non sono in vendita i due cavalieri della Lu-La, il rampante Hakimi sulla fascia e l’anima italiana rappresentata da Bastoni e Barella.
Chi è in scadenza come Young o Ranocchia non avrà il contratto rinnovato e chi ha il contratto in chiusura nel 2022 potrebbe essere ceduto o prestato. Poi, probabile che si batta anche la strada degli accordi individuali, con la premessa che ogni caso è diverso dall’altro. A qualcuno verrà chiesto di rivedere i bonus o rimodulare il compenso, magari spalmandolo, a qualcun altro di tagliare alcune voci dalla busta paga.
Adesso però non bisogna rovinare la festa dei nerazzurri. Ci sarà, inizialmente, un’opera di sensibilizzazione dei dirigenti. Poi, magari, qualche affondo più mirato. «I bonus saranno liquidati», ha precisato l’ad Marotta, «perché sono frutto di un traguardo meritato da parte di tutta l'area tecnica. Si tratta di confrontarsi per illustrare loro la fotografia del calcio di adesso. Un confronto schietto tra persone responsabili. Il modello di riferimento di oggi non è più sostenibile, il costo del lavoro varia tra il 70-75%, qualsiasi azienda sarebbe vicina al default in queste condizioni».
Il presidente Zhang, nei giorni scorsi, è stato alla Pinetina. Ma il faccia a faccia con Antonio Conte è stato rinviato a dopo la sfida contro la Juventus, in programma sabato. Nello spogliatoio si sono creati i primi mugugni ma niente di grave: la festa per la vittoria dello scudetto prosegue.
Roberto Di Candio