È Zdenek-mania, ma la Nord è in silenzio

20 Febbraio 2017

In vendita sciarpe dedicate al mister, che raccoglie applausi prima e dopo la partita

PESCARA. Tripudio boemo. Il successo contro il Genoa è l'apoteosi di Zdenek Zeman, osannato dai tifosi dall'inizio alla fine. A distanza di quasi cinque anni, è come se il legame con la piazza non si fosse mai spezzato, nonostante qualcuno sia ancora deluso per il famoso addio. Così, capita che gli applausi rendano l'Adriatico un'isola felice, dove gli spettatori gioiscono e partecipano emotivamente ad ogni azione offensiva. Scene di coinvolgimento puro che non si vedevano da troppo tempo. All'esterno, sulle bancarelle spuntano nuove sciarpe biancazzurre con il volto del boemo. È il prologo di un pomeriggio da sogno. In campo le intenzioni bellicose di Memushaj e soci si materializzano molto presto.

Bastano pochi minuti di gioco per trascinare anche la minoranza che non ha accettato di buon grado il ritorno del boemo. Peccato vedere vuota la parte centrale della curva Nord, il cuore pulsante della tifoseria pescarese che sceglie di restare fuori per protesta contro la società e i calciatori. Il rendimento umiliante e la disonorevole sconfitta di Torino nell'ultimo match in trasferta avevano partorito la decisione drastica. Al centro della Nord c'è uno striscione con la scritta: "La vostra presenza... la nostra assenza". E nemmeno l'esonero di Massimo Oddo ha fatto cambiare idea agli ultras.

Però domenica a Verona con il Chievo ci saranno, dal momento che la decisione di disertare lo stadio riguarda solo le gare casalinghe. Dicevamo dell'accoglienza a Zeman. Per tributargli un'ovazione non è necessario nemmeno attendere la lettura delle formazioni dal parte dello speaker.

Poco prima dell'avvio delle ostilità, quando i calciatori completano la fase di riscaldamento, Zeman spunta sul campo per raccogliere gli attrezzi. Sì, proprio lui, il tecnico di Praga che a maggio compirà 70 anni, in tuta sul rettangolo verde con la passione di sempre.

Quando il pubblico lo vede chinarsi per raccogliere birilli e cinesini non può fare a meno di acclamarlo. Nonostante la classifica, prima del fischio di inizio nell'aria c'è la sensazione che possa accadere qualcosa di bello. O forse è semplicemente la curiosità di vedere di nuovo all'opera la squadra guidata dal boemo.

Per spegnere qualsiasi negatività, è sufficiente notare la sua sagoma aggirarsi a bordo campo. Il resto lo fa la prestazione. Pescara sognava una vittoria in A proprio come il boemo desiderava il ritorno da protagonista nella massima serie italiana. Prima del terzo gol Zeman si alza dalla panchina, quasi a voler mandare un messaggio ai calciatori: "Adesso non rilassatevi". E i biancazzurri rispondono a dovere proseguendo il lavoro di sfiancamento che porta all'acuto di Benali.

A quel punto i tifosi della tribuna Majella cantano il nome di Zeman, mentre dalla parte opposta i supporter del Genoa ripiegano gli striscioni e abbandonano il loro settore. "Ma come? La settimana scorsa era capitato a noi?", mormorano i pescaresi. All'intervallo, gioia mista ad incredulità. "Tre gol in meno di 45' senza subirne nemmeno uno", "Non ci credo", "Siamo rinati" e altri commenti di questo tipo. Stavolta nessun imprevisto, la gara si chiude con un successo di dimensioni storiche (cinque gol di scarto).

Al triplice fischio il presidente onorario Vincenzo Marinelli abbraccia Zdenek Zeman, che in un attimo si gira e rientra negli spogliatoi. All'uscita sorrisi, abbracci e strette di mano tra i tifosi. È come se ieri fosse iniziato un viaggio onirico che, si spera, possa durare fino al 28 maggio. Prima di quella data, nessuno vorrà svegliarsi. E, ieri, all’Adriatico c’era anche l’attore marsicano Lino Guanciale, ospite della trasmissione “Quelli che il calcio”

Giovanni Tontodonati