È scontro sul Carnevale estivo Viviani non vuole Marastoni

Alba Adriatica, il manager romagnolo promette di pubblicizzare l’evento con nomi di richiamo Il segretario del Pd appoggia invece Albamici, che potrebbe chiedere meno soldi al Comune
ALBA ADRIATICA. Alba Adriatica rischia una nuova guerra, quella per l’organizzazione del Carnevale estivo. Enormi le distanze tra le parti: professionisti esterni o volontari albensi, vip di richiamo o tradizione dei costumi, mega evento di promozione turistica o festa innanzitutto comunitaria. Mentre alcuni operatori economici della zona nord discutono con quelli di Villa Fiore e la maggioranza del sindaco Tonia Piccioni sembra tutt’altro che compatta sulla Claudio Marastoni Communication, visto il “peso” elettorale dell’associazione Albamici.
In Comune, del resto, manca ancora l’investitura ufficiale al romagnolo come organizzatore, nonostante l’anticipazione in tal senso del consigliere Francesco D’Ambrosio. Tanto che Albamici starebbe per rilanciare con un ulteriore ribasso del contributo richiesto all’ente, grazie alla mano tesa ottenuta da altre associazioni. Allo scontro si è arrivati dopo l’ennesimo appello da parte dell’associazione per ottenere più fondi privati oltre i soliti 20mila euro comunali. La dura reazione che ne è seguita, avviata dall’ex assessore Giorgio Morganti, ha fatto riaffacciare la società del manager romagnolo Marastoni, che ha già organizzato l’evento due volte prima di vederselo soffiare da Albamici nel 2007, e che ora ha promesso più qualità e un risparmio per il Comune di almeno 5mila euro.
«Il Carnevale estivo, oggi in deperimento, deve essere finalizzato soprattutto alla promozione turistica a livello nazionale della città, quindi c’è bisogno di professionisti per curarne l’immagine», ha spiegato Claudio Marastoni, promettendo: «Un’intera trasmissione televisiva più servizi su Rai, Mediaset e stampa nazionale; Alba Parietti come madrina, Jo Squillo come conduttrice e un tema (quello della lotta alla violenza sulle donne); carri e gruppi mascherati di sfilate carnevalesche selezionate dall’Italia e dall’estero (non c’è una tradizione, dobbiamo importarla), ma anche una maggior cura dei dettagli, a partire dai pessimi striscioni pubblicitari “appesi” agli alberi».
Poi c’è il percorso della sfilata, viste le critiche per le lunghe soste che i carri compiono solitamente a Villa Fiore, giungendo alla Rotonda Nilo solo a tarda notte: «modificheremo il percorso e faremo eventi collegati anche nel resto della città e a contorno della sfilata».
A questo, come al resto, Albamici ha risposto con il silenzio stampa. A suo favore, però, ieri è intervenuto duramente Gabriele Viviani: «Il Carnevale estivo di Alba è uno di quei pochi eventi, se non il solo, che oggi è realizzato da migliaia di ore di volontariato: impedire all'associazione Albamici di proseguire è veramente grave e danneggia l'immagine dell’evento, distruggendo un gruppo che ha acquisito negli anni esperienza e professionalità. L'amministrazione ce la sta mettendo tutta per scoraggiare lo sviluppo dell'associazionismo, anche con regolamenti e decisioni che hanno reso quasi impossibile l'organizzazione di manifestazioni di carattere ludico e sociale. I volontari di Albamici, però, meritano risposte serie e un confronto franco. Ragionare solo in termini economici non privilegia di certo i contenuti storico-culturali che la manifestazione ha acquisito in tutti questi anni. Far sfilare sul lungomare albense maschere e abiti che mostrano il nostro Abruzzo al mondo, pensati e realizzati dalla nostra gente, non è qualcosa che può essere facilmente imitato, così come il portare in giro con passione per l'Italia queste vere opere d'arte è anche promozione turistica. Bisogna tenere conto che nell'organizzazione del Carnevale sono impegnati centinaia di albensi. Dunque, una festa della città per la città».
Luca Tomassoni
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