A favore i medici, primi veti dei politici

Il nodo da sciogliere è la posizione: in entrambi gli schieramenti c’è chi vuole che resti a Teramo
TERAMO. Già da qualche mese l’ospedale unico è argomento di dibattito e confronto. Le posizioni al riguardo sono molto differenti.
Con le dovute sfumature, gli operatori sanitari e in particolare i sindacati sono a favore. Riassumendo le posizioni, sarebbe l’unico modo per risolvere la grave carenza di personale che attanaglia tutti e quattro gli ospedali e ne paralizza l’attività. E anche rinnovare strutture e soprattutto dotarsi di attrezzature all’avanguardia. A favore ci sono l’Anaao, lo Smi e la Cimo. Contraria la Fp Cgil secondo cui il progetto è «irrealizzabile».
Favorevole è anche il coordinamento provinciale del Pd. «L'ospedale unico è la via d'uscita in una situazione in cui i nostri quattro ospedali stanno morendo», ha sintetizzato la presidente del partito, Anna Marcozzi al termine della riunione a fine settembre.
Ma, ha fatto notare ancora Marcozzi che è primario di ginecologia del Mazzini nonchè capo del dipartimento materno-infantile della Asl il vero problema è come sopravvivere quei 5-6 anni fino a quando non sarà costruito.
Formalmente, a ben guardare, molti politici sono a favore. Ma poi scatta lo spirito di campanile e quando dalle enunciazioni di principio si passa alla pratica, cioè alla scelta dell’area, tanta lungimiranza e spirito ecumenico si dissolvono come neve al sole. Nel Pd, a diverse riprese e in diverse situazioni sono emerse delle posizioni contrarie allo spostamento dell’ospedale da Teramo, cioè a Mosciano. E certamente di rimbalzo ce ne saranno altre che riterranno vitale non spostare altri ospedali dal proprio collegio elettorale.
Non fa differenza il centrodestra. Il consigliere regionale di Forza Italia e vicepresidente del consiglio regionale Paolo Gatti boccia l’ipotesi Selva Piana. «Privare Teramo del Mazzini, significherebbe avere il primo capoluogo di provincia in Italia senza un ospedale. Sono pronto a discutere della necessità di un ospedale unico, ma un passaggio così importante per la comunità teramana intesa come provincia non può certamente avvenire in macchina tra quattro persone o essere deciso a tavolino dal solo Pd», ha fatto notare in un’intervista al Centro il mese scorso, lanciando la sua proposta: l’ospedale unico potrebbe essere costruito nell’area industriale, ormai parzialmente dismessa, di San Nicolò. (a.f.)
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