A Pietracamela il dialetto salvato nei nomi delle vie
Un progetto di valorizzazione e di conservazione del dialetto pretarolo attraverso la creazione di targhe di legno da apporre nel borgo con su scritti i toponimi in italiano e in dialetto. E' l’inizia...
Un progetto di valorizzazione e di conservazione del dialetto pretarolo attraverso la creazione di targhe di legno da apporre nel borgo con su scritti i toponimi in italiano e in dialetto. E' l’iniziativa promossa dalla Pro loco di Pietracamela con la prima targa realizzata in un partecipato incontro. Un’idea lanciata da Lidia Montauti, insegnante in pensione residente a Roma, ma originaria di Pietracamela dove torna ogni estate da quarant’anni e raccolta da Maura Bonaduce della Pro loco con l’obiettivo di lasciare la testimonianza del proprio dialetto soprattutto alle nuove generazioni che lo conoscono ben poco.
Il tutto sotto la supervisione dello studioso ed esperto di linguistica e di dialetti Giovanni Agresti. E così la centralissima piazza degli Eroi verrà indicata a chi visita il borgo anche come “La Puorta” o via XV luglio come “U curs”. «Vogliamo salvare il nostro pretarolo e stiamo buttando il seme per farlo», racconta Montauti, «Ormai in pochi lo parlano e per evitare che tutto verrà perduto è nostra premura tramadarlo ai giovani. Il primo step è quello della doppia intestazione nelle targhe, poi scriveremo anche i proverbi e i modi di dire sulle panchine». (a.d.f.)
Il tutto sotto la supervisione dello studioso ed esperto di linguistica e di dialetti Giovanni Agresti. E così la centralissima piazza degli Eroi verrà indicata a chi visita il borgo anche come “La Puorta” o via XV luglio come “U curs”. «Vogliamo salvare il nostro pretarolo e stiamo buttando il seme per farlo», racconta Montauti, «Ormai in pochi lo parlano e per evitare che tutto verrà perduto è nostra premura tramadarlo ai giovani. Il primo step è quello della doppia intestazione nelle targhe, poi scriveremo anche i proverbi e i modi di dire sulle panchine». (a.d.f.)

