Accertato un caso di Tbc fra i migranti

1 Luglio 2016

La diagnosi è stata fatta ieri sul paziente ricoverato a Pescara la settimana scorsa, controlli su chi gli è stato più vicino

ROSETO. «Poco fa è stata confermata la diagnosi di tubercolosi da micobacterium complex (Tbc) dall’ospedale di Pescara su uno degli ospiti della struttura di accoglienza di Roseto». Sono le parole che nessuno avrebbe voluto ascoltare, ma che invece sono state riportate nella tarda mattinata di ieri in un comunicato ufficiale di Maria Mattucci, direttore sanitario della Asl di Teramo. «Sono spiacente di dover comunicare che, al contrario di ciò che ieri auspicavo anche su alcuni organi di informazione», si legge ancora nella nota, «il paziente ricoverato a Pescara, a differenza di tutti gli altri, risulta affetto da Tbc. Preciso che lo stesso ospite era stato sottoposto a screening, una volta arrivato in Italia, qualche mese fa, ed era risultato negativo ai test che di routine vengono effettuati, ma la malattia, evidentemente, era in incubazione, e solo stamani ne abbiamo avuto conferma». Il migrante era stato ricoverato la settimana scorsa, mentre martedì sera erano stati portati in ospedale altri stranieri che si sospettava potessero avere la Tbc, ma poi è risultato che i sintomi da loro manifestati non avevano niente a che fare con questa la malattia. Restavano i dubbi sul primo caso segnalato, dubbi che ieri sono diventati una certezza.

Della questione è stato immediatamente informato il sindaco Sabatino Di Girolamo, nella sua veste di massimo responsabile della salute pubblica della sua città. «Siamo in stretto contatto con la Asl di Teramo per valutare l’evolversi della situazione», si legge in una nota del primo cittadino, «e adottare, d’intesa con gli organi della Asl, gli eventuali provvedimenti che si rendessero necessari a tutela della salute pubblica. Invitiamo quindi la cittadinanza e i turisti alla massima tranquillità rispetto a questo evento in quanto l’ente e tutte le autorità preposte stanno prestando la massima attenzione al caso».

«Sottolineo, e questo è molto importante», dice ancora la Mattucci, «l’attenzione della Asl su tutti gli ospiti del centro e su tutti coloro che sono entrati in contatto con il paziente che oggi risulta ammalato. Per queste persone sono già in essere le procedure dei “contatti stretti”, che prevedono controlli ravvicinati nel tempo. Ad oggi, tutte queste persone, sono negative ai test». Nonostante le rassicurazioni delle autorità competenti, la notizia ha creato molta apprensione in città, generando numerosi commenti anche sui social. Non mancano anche le prese di posizione dei partiti politici, soprattutto quelli che non hanno mai visto di buon occhio l’arrivo dei profughi a Roseto. «Già nello scorso ottobre quando arrivarono i primi trentadue ospiti nel residence Felicioni», si legge in una nota di FdI-An, «fummo l’unica forza politica a scendere in piazza con uno striscione e una raccolta firme indirizzata al prefetto denunciando il problema dell’arrivo di altri migranti in una città a vocazione turistica come la nostra Roseto». Il Fronte Nazionale Abruzzo «invita tutti cittadini e tutti gli albergatori a esprimere in massa la propria preoccupazione, la propria voce e la propria indignazione presso le istituzioni preposte, dando ognuno il proprio serio contributo affinché il silenzio non sia sempre e solo complice dei corposi interessi economici racchiusi nella diaria giornaliera anti-italiana».

Federico Centola

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