Accuse ai politici: «Assordante il silenzio su Valle Castellana»
VALLE CASTELLANA. A otto giorni dal referendum che potrebbe sancire il passaggio di Valle Castellana nelle Marche, si levano un paio di voci teramane contro questa eventualità. Berardo Tassoni,...
VALLE CASTELLANA. A otto giorni dal referendum che potrebbe sancire il passaggio di Valle Castellana nelle Marche, si levano un paio di voci teramane contro questa eventualità. Berardo Tassoni, esponente monarchico e dirigente dell’Eurostudi, si rivolge in una nota al governatore Marsilio, ai consiglieri regionali teramani e al presidente della Provincia scrivendo: «Resto stupefatto per l’assordante silenzio che state riservando al referendum di secessione. La Regione Marche ha addirittura stampato un volume di 26 pagine per orientare gli elettori a votare per il sì con tanto di argomentazioni sui vantaggi che otterrebbero dal passaggio nella loro regione… oltre ad appelli di sindaci e amministratori vari del Piceno. Di contro, dall’Abruzzo e dalla provincia di Teramo si fa eco con una imbarazzante generalizzata indifferenza di tutte le parti politiche. Come spiegate a chi vi ha votato tutto questo disinteresse? Date per scontato il passaggio nelle Marche del comune di Valle Castellana? E se, nonostante abbiano mille e una ragione i pianaroli per andarsene, non lo facessero, con quale faccia tornereste a chiedere il loro voto? Dite la vostra adesso, metteteci la faccia».
«Il presidente dell’Unione dei comuni della Val Vibrata proponga al Comune di Valle Castellana di entrare nella città territorio come tredicesimo municipio». Così il movimento civico Val Vibrata - Monti della Laga, con il presidente Domenico Di Matteo, mette nero su bianco in una lettera indirizzata ad Angelo Panichi quanto già annunciato nei giorni scorsi. Nella lettera si lamenta «l’assenza di tutte le istituzioni politiche e non» nella questione del referendum dell’8 marzo. Per il movimento civico, la permanenza in Abruzzo e l’entrata nell’Unione vibratiana consentirebbe la creazione di un grande polo turistico e favorirebbe la capacità del comune montano di attrarre investimenti.

