Ad agosto iniziano i lavori del nuovo braccio a mare

23 Luglio 2020

Manca solo l’ordinanza di sicurezza della Capitaneria e l’impresa aprirà il cantiere Con un milione 700mila euro nuovi spazi per le barche e fine dell’insabbiamento

ROSETO. Nella prima settimana di agosto dovrebbero iniziare finalmente i lavori per il braccio a mare nel porticciolo di Roseto. L'annuncio della consegna dei lavori alla ditta Xodo di Rovigo, esperta in opere idrauliche e ambientali, c’è stato il 4 giugno in una conferenza stampa nei giardini del porto alla presenza di tanti rappresentanti di Provincia, Comune e Regione. Manca solo l'ordinanza di sicurezza che a breve farà la capitaneria di porto, poi la ditta potrà iniziare i lavori.
«Si tratta delle ultime formalità burocratiche», spiega il presidente del circolo nautico Vallonchini, Fabrizio De Gregoriis, «la Provincia ha fatto tutto il necessario. Ora la capitaneria di porto dovrebbe produrre il documento e poi si potrà iniziare». Il braccio a mare, finanziato con un milione e 700mila euro (fondi Masterplan), garantirà la messa a norma del porto, uno spazio per le barche dei pescatori, e risolverà definitivamente il problema dell’insabbiamento dell’imboccatura del porto, che negli ultimi due anni ha causato disagi alle imbarcazioni. «Si dovrà realizzare anche il braccio nord, più piccolo però», aggiunge De Gregoriis, «e ci vorranno sicuramente meno risorse». Nel frattempo il Comune di Roseto ha realizzato l’intervento di sua competenza, propedeutico a quello della Provincia, ovvero un piccolo braccio a mare, per un valore complessivo di 150mila euro.
Oltre al braccio a mare però, per la sicurezza del porto, sarebbero molto importanti i lavori per gli argini, che Roseto attende da 20 anni. Nel 2000, infatti, la Provincia stanziò 15 miliardi e mezzo delle vecchie lire per “lavori urgenti sugli argini del fiume Vomano”, a monte e a valle. Nel 2001, per l’effetto del cambio in euro, si tramutarono in 7 milioni 800mila euro, di cui 5 milioni e 600mila euro netti per coprire tutti i lavori. Di questi 2 milioni e 400mila euro erano destinati per due interventi a monte, mentre 3 milioni e 200mila euro per i lavori a valle, dalla ferrovia alla foce del Vomano: entrambi gli interventi sarebbero dovuti partire nel 2005, ma qualcosa è andato storto. «Ci furono problemi con la prima ditta», precisa De Gregoriis, «e i lavori se li aggiudicò la seconda ditta classificata, ma si arrivò nel 2010. A valle, però, era tutto bloccato perché c’era l’area Baroni, e allora iniziarono a fare i lavori a monte dove, invece dei 2 milioni 400mila euro previsti, spesero quasi il doppio, sottraendoli agli interventi a valle». Restò, dunque, solo un milione e 200 mila euro per i lavori a valle e la competenza, dalla Provincia, passò nelle mani di Regione. Fondi che ora sono insufficienti, e per realizzare gli argini servirebbero almeno altri 3 milioni di euro. Prima di fare questi lavori, però, ci sarebbe da bonificare l'area ex-Baroni e la zona dietro l'area, ma servirebbero circa 500mila euro.
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