Addio all’ex preside Corrieri: una vita spesa a difendere l’arte

28 Settembre 2021

Aveva 83 anni. È stato critico e storico, pittore e firma di lungo corso dell’Araldo abruzzese Si è battuto insieme agli artisti della città per il teatro romano e la pedonalizzazione di piazza Martiri

TERAMO. Lutto nel mondo della cultura teramana. Si è spento ieri, a 83 anni, il professor Giovanni Corrieri: critico d'arte, storico dell'arte, pittore, dirigente scolastico e firma di lungo corso dell'Araldo abruzzese. Oggi alle 16 nella chiesa di Sant'Antonio saranno celebrati i funerali.
Una vita, la sua, spesa per lo studio, la ricerca, l'insegnamento. Appassionato, schietto, preparatissimo e riservato: così gli amici lo ricordano e oggi lo piangono. A partire dal maestro Sandro Melarangelo, compagno di battaglie a tutela del patrimonio artistico cittadino e di importanti iniziative culturali, con il quale Corrieri fondò trent'anni fa il Tribunale dell'arte. «Una grave perdita per la cultura abruzzese. Se ne va un amico sempre pronto a portare avanti battaglie in difesa delle bellezze della nostra città, ma soprattutto un uomo di grande cultura, profondo conoscitore dell'arte e a sua volta artista naturalista capace di estrema sintesi nelle sue opere», racconta commosso Melarangelo al Centro.
Originario della Sicilia, Corrieri giunse nel Teramano per insegnare all'istituto d'arte di Castelli dove conobbe la moglie Stefania Marangoni. In città si integrò nel tessuto culturale e artistico, dando un contributo a quelle lotte che hanno caratterizzato gli anni '80 e '90: dalla difesa del teatro romano alla pedonalizzazione di piazza Martiri della libertà. Battaglia, questa, condotta con tanti artisti nel 1989 con una iniziativa entrata nella storia della città: decine di dipinti a coprire l'asfalto e i posti auto. Una protesta colorata, di forte impatto sociale e culturale per l'epoca. Corrieri è stato anche divulgatore d'arte: diverse le pubblicazioni, fra queste un volume sull'architettura sacra teramana, e centinaia gli articoli sull'Araldo sin dagli anni '80 dove curava la rubrica “Arti visive e costumi”. Gino Mecca, storico direttore della rivista, lo ricorda come «un uomo dalla cultura invidiabile» che aveva «una visione globale dell'arte: i suoi articoli erano un contributo prezioso».
Corrieri lascia la moglie e quattro figli. Riposerà nel cimitero di Cartecchio.
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