Alba contro Martinsicuro per i lavori anti-erosione

La giunta Piccioni ribadisce il no alle scogliere posizionate nel comune vicino e chiede ad un tecnico di scoprire perché la spiaggia albense sta sparendo
MARTINSICURO. Gli scogli di Martinsicuro «rischiano di compromettere irrimediabilmente l’immagine turistica di Alba Adriatica spostando a sud il problema dell’erosione costiera». Arriva durissimo il secondo altolà in pochi mesi della giunta del sindaco Tonia Piccioni all’opera di potenziamento degli scogli lungo la costa della località confinante.
Questa volta, però, c’è un passo avanti: Alba Adriatica cerca le prove scientifiche del rischio futuro e le cause del fenomeno dell’erosione costiera che già ha mangiato decine e decine di metri di arenile soprattutto nella zona nord della città, affidandosi ad un geologo che dovrà rimettere uno studio tecnico dettagliato. La “minaccia” con cui comincia la delibera firmata nei giorni scorsi dalla giunta albense, del resto, parla chiaro: «Si ritiene di utilizzare qualsiasi mezzo per evitare ulteriori danni alla spiaggia, in quanto il turismo è linfa vitale per l’economia della città di Alba Adriatica». Mentre si attende lo studio, comunque, la giunta ribadisce «il profondo, forte ed unanime diniego all’esecuzione delle opere di potenziamento dello scogliere di Martinsicuro». Il primo stop il Comune di Alba lo diede a fine gennaio scorso, quando si rimangiò la posizione espressa solo poche settimane prima nella conferenza dei servizi che aveva dato l’ok ai lavori: era stata un’astensione, poi rettificata appunto in “diniego”. Al cambio di posizione politica seguirono polemiche da parte delle opposizioni, con Luca Falò che parlò di «pessima figura di Alba Adriatica nei confronti dei cittadini di Martinsicuro». Spenta quella polemica, il tema dell’erosione costiera è tornato più volte al centro del dibattito pubblico nei mesi successivi: prima con la decisione dell’amministrazione comunale di permettere agli operatori balneari di recuperare i metri di spiaggia persi a causa dell’erosione, poi con i manifesti polemici affissi da un funzionario comunale con lo scopo di attaccare le giunte che si sono susseguite alla guida di Alba e Martinsicuro che non sarebbero state in grado di arginare il problema.
Infine, con le continue richieste nei tavoli tecnici, da parte dei rappresentanti degli operatori turistici di tutta la costa vibratiana, di rimettere in discussione la misura degli scogli e più in generale tutta l’attività di contrasto all’erosione, definita «a macchia di leopardo e non unitaria». Ora la nuova puntata, con il Comune di Alba che intende integrare con un’analisi tecnica propria lo studio già effettuato dalla Regione Abruzzo, al fine di trovare una soluzione definitiva al problema della costa albense che scompare di qualche metro ad ogni mareggiata.
Luca Tomassoni
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