Alba, i balneatori: «Sarà inutile il ripristino della spiaggia nord»
ALBA ADRIATICA. «Ci sono concessioni che con l’ultima mareggiata hanno perso più di dieci metri di spiaggia, il ripristino dell’arenile previsto nei prossimi giorni non basta»: è il grido d’allarme...
ALBA ADRIATICA. «Ci sono concessioni che con l’ultima mareggiata hanno perso più di dieci metri di spiaggia, il ripristino dell’arenile previsto nei prossimi giorni non basta»: è il grido d’allarme del gruppo di balneatori della costa nord di Alba, che nel fine settimana scorso ha subito l’ennesima avanzata del mare ai danni delle prime file di ombrelloni e che torna alla carica nei confronti delle istituzioni. Questo, mentre il Comune di Alba Adriatica è alle prese con la corsa contro il tempo per il ripristino della spiaggia, opera da 150mila euro finanziata dalla Regione, per cui il municipio sta attendendo l’ok definitivo regionale al progetto e sta cercando la cava terrestre da cui prelevare tra i 5 e i 7mila metri cubi di sabbia. In municipio, dove la pratica è stata presa in consegna ai primi di maggio e con qualche difficoltà dopo l’annullamento del grande ripascimento regionale, si spera di poter procedere in pochi giorni di lavoro e terminare tutta l’opera entro la fine di giugno.
Spiegano però gli operatori della costa nord martoriata da erosione e mareggiate: «È impossibile fare una programmazione turistica, visto che ci sarebbe incertezza totale sul numero di ombrelloni che possiamo posizionare anche senza emergenza sanitaria. Siamo, infatti, in balìa del continuo arretrare e avanzare della linea del mare, mentre la politica mostra scarsa lungimiranza. Il Comune sta facendo quello che può, ma il ripristino è un’opera pressoché inutile: saranno, infatti, aggiunti circa sette metri cubi di nuova sabbia per ogni metro lineare di costa, quantità che non basta nemmeno per un vero e proprio livellamento».
Quindi l’appello: «Abbiamo bisogno che la politica cominci a pensare al futuro e che la Regione rediga il progetto dell’opera di messa in sicurezza della costa vibratiana. È vero che l’opera potrebbe costare anche 50 o 60 milioni di euro, ma si parla di una pioggia di miliardi di euro che l’Italia potrebbe ottenere con il Recovery fund europeo: se la Regione non si attiva in tempo rischiamo di rimanere di nuovo al palo e non ce lo possiamo più permettere».
Luca Tomassoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

