Albatour apre alla tassa di soggiorno: «Ma non nel 2018»

ALBA ADRIATICA. Albatour apre sulla tassa di soggiorno: «Possibile, ma a determinate condizioni e non nel 2018». Così l’associazione che rappresenta 54 albergatori di Alba Adriatica torna nel...
ALBA ADRIATICA. Albatour apre sulla tassa di soggiorno: «Possibile, ma a determinate condizioni e non nel 2018». Così l’associazione che rappresenta 54 albergatori di Alba Adriatica torna nel dibattito annoso sulla gabella giornaliera per i turisti, riaperto negli ultimi giorni da alcuni possibili candidati sindaco. Il primo paletto che pone è sulla tempistica, come scrive il presidente Giancarla Stipa: «Prima di tutto occorre procedere alla definitiva sistemazione della questione ambientale del torrente Vibrata, della sua foce, del ripascimento, della battigia, della sicurezza e dell’ordine pubblico. Solo dopo aver affinato il tutto, si potrà pensare di istituire la tassa di soggiorno. Per cui, a nostro avviso, per il prossimo anno è prematuro istituire l’imposta di soggiorno ai nostri turisti. La città prima deve offrire servizi e adeguata accoglienza». Quindi sulla destinazione della gabella: «Deve essere una tassa di scopo e i denari devono essere tracciabili e fatti confluire in un fondo ben individuato da utilizzare solo ed esclusivamente per finalità turistiche, di vivibilità e miglioramento dei servizi resi al vacanziere. Non come accade con la sosta a pagamento dove i soldi non sappiamo in quale capitolo di bilancio vanno a finire e come vengono, poi, investiti». Un altro aspetto importante per l’associazione è quello dei controlli: «occorre procedere al censimento degli affitti, per questione di giustizia ed equità. Non devono essere solo le strutture ricettive e alberghiere a caricare sul cliente il costo della imposta di soggiorno, ma anche i B&B e chi affitta appartamenti e camere, magari in nero». Il dibattito, ad ogni modo, arriva esattamente un anno dopo l’ultima accesa discussione sul tema. Nell’ottobre 2016, infatti, l’amministrazione del sindaco Tonia Piccioni annunciò pubblicamente di voler accelerare i tempi per l’introduzione della gabella, per poi compiere un passo indietro solo pochi giorni dopo. Le due settimane di mezzo furono di fuoco: incontri tesissimi e spaccature anche all’interno della categoria degli albergatori, tra chi si diceva assolutamente contrario e chi invece possibilista.(l.t.)
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