Alcolisti anonimi, appello ai giovani: fatevi aiutare

Roseto, il gruppo locale compie 29 anni e oggi riunisce oltre venti associati Il portavoce: ci sono sempre più ragazzi che bevono troppo, vengano da noi
ROSETO. Compie 29 anni il gruppo degli Alcolisti anonimi di Roseto e lancia un appello ai giovani tra cui il fenomeno dell’alcolismo ha raggiunto livelli allarmanti. All’inizio del gruppo rosetano facevano parte solo in due, entrambi ex bevitori: attualmente sono oltre 20 gli associati, anche se agli incontri settimanali partecipano anche persone provenienti da altri centri. È uno dei più attivi a livello provinciale e da anni si occupa di aiutare in silenzio le persone costrette a convivere con il dramma dell’alcol.
Da qualche anno gli ex alcolisti rosetani possono disporre di una sede adeguata alle proprie necessità, messa a loro disposizione dai sacerdoti che gestiscono la parrocchia del Sacro Cuore di Roseto, i quali hanno concesso gratuitamente un locale all’interno del nuovo edificio del centro piamartino che dispone di un ingresso proprio in modo da garantire sempre il totale riserbo. «Chiunque abbia bisogno di aiuto, o anche soltanto per un consiglio», dice uno degli operatori del gruppo di Roseto, «può tranquillamente mettersi in contatto con noi: garantiamo la massima riservatezza, ma soprattutto un punto di riferimento nel caso qualcuno abbia imboccato il tunnel dell’alcol». La prima sede si trovava nella galleria Valentini e per almeno sei mesi i due pionieri tennero riunioni settimanali da soli. Poco a poco il gruppo cominciò a crescere tanto da rendere necessari diversi trasferimenti («per un po’ di tempo le riunioni si tennero anche all’aperto sotto la pineta seduti sulle panchine») fino alla sede attuale. In quasi 30 anni di attività sono stati molti gli alcolisti che sono riusciti a liberarsi seguendo il programma dei “Dodici passi”, che rappresentano le tappe necessarie per raggiungere la sobrietà mentale, fisica e spirituale. «Alcolisti anonimi», spiega ancora uno del gruppo rosetano, «non è altro che l’insieme di gruppi di auto-aiuto tra persone con lo stesso problema, le quali mettono a disposizione dei nuovi venuti le loro esperienze, le loro sofferenze presenti e passate, le loro speranze per recuperarsi». Un cammino lungo e faticoso, che non tutti riescono sempre a percorrere fino in fondo. «L’alcolismo può colpire chiunque», dice ancora il portavoce, «non ci sono fasce di età, sociali o culturali immuni da questa piaga, i cui effetti danneggiano anche altre persone: in casa, sul lavoro, sulla strada. Per questo ci rivolgiamo soprattutto ai giovani rosetani, tra i quali il problema ha raggiunto un livello assai preoccupante, affinché si avvicinino a noi per essere aiutati a cambiare stile di vita».
Federico Centola
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