Alla maggioranza manca un voto: l’alleanza civici-Pd si ferma a 21

21 Dicembre 2021

Grande elettore Dem sceglie l’ex leghista Di Censo nella lista Gatti-Sottanelli, che incassa 10 consensi Centrosinistra sostenuto dalla pentastellata Ciammariconi e dagli indipendenti Carginari e Bartolini

TERAMO . Alla maggioranza manca un voto, che va al “Gattinelli”. La lettura delle preferenze espresse per le provinciali da sindaco e consiglieri comunali di Teramo si sintetizza in un passaggio che offre una chiave interpretativa politica alla consultazione di secondo livello tenuta sabato. La coalizione che sostiene il sindaco Gianguido D’Alberto ha pareggiato il conto con i numeri di cui dispone in consiglio grazie alla grillina Pina Ciammariconi che, seppure non organica alla maggioranza, ha votato per il collega di partito martinsicurese Marco Massetti, fermando a 21 il totale dei consensi per la lista unitaria del centrosinistra.
IL FRANCO TIRATORE
A conti fatti, però, la coalizione civica-Pd avrebbe dovuto contare su 22 voti, considerato che gli indipendenti ex di maggioranza Emiliano Carginari e Flavio Bartolini si sono espressi rispettivamente per il sindaco di Castiglione Messer Raimondo Vincenzo D’Ercole e per l’ex vice sindaco di Mosciano Luca Lattanzi, entrambi candidati della “Casa dei Comuni”: il primo eletto, il secondo no per un soffio. Quel voto in meno è stato perso, dunque, dove forse nessuno se lo aspettava. La certezza matematica non c’è, ma con i tabulati alla mano risulta evidente che Luca Pilotti ha ottenuto sei voti anziché i previsti sette: quelli del sindaco Gianguido D’Alberto e del Pd, gruppo nel quale i conti non tornano proprio per la defezione di un grande elettore.
IL “GATTINELLI” INCASSA
Quel voto in uscita dai Dem sarebbe andato ad Andrea Di Censo, ex leghista di Silvi recente fondatore di un gruppo civico con l’altro ex salviniano il neo assessore Massimo Santone e candidato nella lista “Renew Teramo”. L’alleanza tra Paolo Gatti e Giulio Sottanelli avrebbe trovato il sostegno anche di Francesca Di Timoteo, altra indipendente fuoriuscita dalla maggioranza teramana, che avrebbe dato la propria preferenza all’ex sindaco di Roseto Enio Pavone, Lei, però, non conferma e si limita a far notare: «Ho votato secondo coscienza, libera da condizionamenti». Alla lista che si ispira ai liberali europei sono andati poi otto dei dieci voti dei consiglieri di opposizione. A parte uno per il sindaco di Giulianova Jwan Costantini, vicino alla Lega, e uno per il vice presidente uscente della Provincia, il toranese Luca Frangioni di Fratelli d’Italia, entrambi schierati nella lista “La forza del territorio”, gli altri sono stati spalmati tra Giovanni Luzii, che ha potuto contare anche sull’appoggio di Italia Viva, e Luca Corona.
L’ASSE GIULIESE
Il civismo della maggioranza teramana ha tentato anche di lanciare Alberta Ortolani, consigliere a Giulianova con il Cittadino governante dell’ex sindaco Franco Arboretti. A lei sono andati quattro voti pesanti da “Insieme possiamo” il gruppo di D’Alberto, ma non le sono bastati per risultare l’unica donna eletta in consiglio provinciale. A Ortolani è di sicuro mancato un voto dal suo gruppo consiliare, visto che nella fascia in cui è collocata Giulianova ne ha ottenuti due sul minimo di tre che rispecchia la rappresentanza in aula del Cittadino governante. Il tentativo di aprire un’asse con lo storico gruppo civico di Arboretti ha fatto storcere il naso in area centrosinistra. Non per una questione di atavico campanilismo ma perché, numeri alla mano, un voto pesante in più per il moscianese Lattanzi lo avrebbe riportato in consiglio con un forte imprimatur teramano, a scapito del pinetese Ernesto Iezzi.
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