Alunna disabile, appello alla Asl: «Aiuto senza la madre in classe»

Ferrante (Carrozzine determinate) accompagnerà la bimba a scuola dopo l’impegno ad assisterla: «Ci aspettiamo la presenza dell’infermiere e un atto formale che esoneri la mamma dalla presenza»
TERAMO . «Silvia è pronta per tornare a scuola. Ora la Asl faccia la sua parte fino in fondo: metta a disposizione, da martedì, l’infermiere scolastico ed esoneri, con un atto formale, la madre di Silvia dallo stare in classe accanto alla figlia e insieme all’infermiere». Così Claudio Ferrante, presidente dell’associazione “Carrozzine determinate”, interviene sulla vicenda della bimba di Martinsicuro che, a causa di una malattia rara, ha bisogno di assistenza continua anche durante l’orario scolastico.
Negli ultimi giorni sui mezzi di informazione e sui social è stata Sonia Costantini, madre della bambina, a denunciare l’assenza di norme – a livello regionale e nazionale – volte a garantire il diritto allo studio a disabilità che hanno necessità di un infermiere in classe. Un servizio non previsto né normato che però la mamma di Silvia ha chiesto per permettere alla figlia di frequentare la prima elementare come i suoi coetanei. Una richiesta che, ha chiarito Sonia Costantini, è stata solo parzialmente soddisfatta e che non rispetterebbe la piena attuazione del diritto allo studio della minore. La Asl ha spiegato di aver fatto il possibile mettendo a disposizione tramite l’Adi, l’Assistenza domiciliare integrata, un infermiere e predisponendo un Pai (Piano assistenza individuale) firmato dalla madre della bimba. Il documento e la posizione dell’azienda sanitaria, però, non risolvono la questione che Carrozzine determinate rimette al centro: la necessaria presenza in classe, accanto a Silvia, della sua mamma. Il piano, infatti, prevede che Sonia in quanto caregiver affianchi l’infermiere in classe. «Alla luce delle dichiarazioni del direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia martedì accompagneremo la bimba a scuola e ci aspettiamo un infermiere che in realtà fino ad ora non si è visto. Chiediamo e pretendiamo però che la Asl formalizzi il Pai, specificando che la madre della bimba è esonerata dall’essere presente in classe come avviene per tutti i bambini», sottolinea Ferrante, «abbiamo accolto favorevolmente le proposte dell’azienda sanitaria, ma ci aspettiamo si trasformino in concretezza. Dalla Regione pretendiamo che legiferi subito su questa materia perché tante mamme, in tutto l’Abruzzo, sono costrette a stare a scuola coi figli. Urge una legge ad hoc, che istituisca il ruolo dell’infermiere e renda reale il diritto allo studio per tutti. Per questo continueremo a batterci».
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