Amadio: è grave che i luoghi della cultura restino sguarniti

30 Aprile 2015

GIULIANOVA. «Che ne sarà della cultura a Giulianova?». E’ quello che si chiede Emanuela Amadio, responsabile dell’associazione di promozione sociale Riqua, visto che, dopo cinque mesi senza...

GIULIANOVA. «Che ne sarà della cultura a Giulianova?». E’ quello che si chiede Emanuela Amadio, responsabile dell’associazione di promozione sociale Riqua, visto che, dopo cinque mesi senza contributi comunali, i dipendenti della cooperativa Il Volo, che gestiscono biblioteca Bindi, la gipsoteca Pagliaccetti, cappella De’ Bartolomei, museo archeologico e casa Braga, andranno in riposo forzato da oggi (la questione è stata sollevata dal consigliere Laura Ciafardoni). «I dipendenti», spiega Amadio, che invita la popolazione a reagire, «non percepiscono stipendio da cinque mesi e l’amministrazione comunale non è in grado di garantire fondi con continuità». Forse, ipotizza la donna, i primi ad accorgersi ella mancanza saranno i turisti ma «una città che rinuncia agli operatori che promuovono e divulgano il patrimonio culturale è una città vuota, un packaging senza contenuto. Gli operatori culturali possono dare un valore aggiunto, poiché rinsaldano il legame tra il passato e il presente. Rinunciare alla cultura equivale a guardare le nuove generazioni crescere senza legami con i luoghi che frequentano. Abbiamo bisogno di proposte e soluzioni per la nostra città che restituiscano dignità al lavoro nel settore dei beni culturali». (m.t.)