Ambulanze senza medici, Silvi si mobilita contro la Regione

Il sindaco: «Siamo fortemente preoccupati, ci stiamo adoperando per far cambiare il decreto» L’argomento andrà in consiglio il 2 marzo, l’opposizione si dice pronta a sostenere la maggioranza
SILVI. Il Comune di Silvi lancia l’allarme sugli effetti che potrà avere il ridimensionamento del servizio di primo soccorso presso il distretto sanitario della Asl. Dal 1° gennaio le ambulanze del 118 non hanno più il medico e l’infermiere a bordo e ciò preoccupa non poco la cittadinanza. «Siamo fortemente preoccupati», ha detto il sindaco Andrea Scordella, «per il futuro del servizio di emergenza sanitaria 118 nel nostro territorio comunale per via dell’applicazione del decreto n. 70 del 2015 che non prevede la presenza del medico e degli operatori sanitari specializzati sui mezzi di pronto soccorso che abbiamo disponibili nel nostro comune, in coerenza con quanto previsto nella normativa nazionale e regionale. Nondimeno», ha aggiunto il sindaco, «non possiamo non tenere conto come una tale decisione rechi reali e seri problemi per l’amministrazione comunale, per i 16mila abitanti che risiedono stabilmente a Silvi e per i 40/50mila turisti che nei mesi estivi giornalmente affollano la nostra città. Non avendo specifiche competenze in materia ci stiamo adoperando per far modificare alla Regione il decreto attuativo della disposizione commissariale».
Dell’argomento si parlerà nel corso del consiglio comunale fissato per il 2 marzo nel quale il primo cittadino dovrà rispondere a un interrogazione presentata dal consigliere comunale di “Democratici per Silvi” Vito Partipilo che giorni fa aveva dichiarato: «Da inizio anno a intervenire in caso di chiamata di emergenza sono i soli volontari della Croce rossa, lodevoli per il loro fondamentale impegno, ma privi del supporto specialistico infermieristico e medico. Silvi è stata privata di un servizio fondamentale. Il sindaco coinvolga tutto il consiglio comunale, affinchè la Regione e la Asl di Teramo ripristinino il servizio fondamentale per la nostra comunità, come minoranza siamo disponibili ad azioni congiunte».
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