Ancarano, abitazioni danneggiate Si pensa ai lavori per il gasdotto

Protesta dai proprietari degli immobili che si sono rivolti al giudice civile per essere tutelati Il tribunale ha disposto una perizia per valutare il nesso di causa-effetto tra l’opera e le lesioni
ANCARANO. Una palazzina e una villetta bifamiliare, per un totale di 5 unità abitative, avrebbero subito danni dalla costruzione del gasdotto. A denunciare la vicenda sono i proprietari delle abitazioni interessate, che si sono rivolti al giudice civile per essere tutelati chiedendo che vengano individuate le eventuali responsabilità.
I due edifici presentano infatti lesioni diffuse sulle pareti, lungo le pavimentazioni esterne e sulla recinzione. Inoltre un immobile si è persino piegato. Per adesso non ci sono provvedimenti da parte del Comune di Ancarano, ma secondo il legale di fiducia dei ricorrenti, l’avvocato Stefano Di Filippo, la situazione sarebbe critica e il danno ingente. «Nel corso del 2018 il territorio del comune di Ancarano, come altri comuni della Val Vibrata, è stato interessato dal passaggio di un imponente metanodotto, un’opera strategica di rilevo nazionale denominata Gasdotto Cellino-Teramo-Sanmarco – Dn 20», spiega il legale, «La realizzazione è stata affidata, con complessa procedura di selezione, alla società Gasdotti Italia Spa, un gigante del settore, con sede legale a Milano. Naturalmente, insieme alla società appaltatrice hanno operato una pletora di società subappaltatrici, di diversa provenienza nazionale. Ebbene, il passaggio dell’opera sul territorio di Ancarano ha lasciato segni importanti sul tessuto urbano. In particolare in località San Rocco, un po’ fuori dal centro storico, un intero aggregato immobiliare, sede abitativa di diversi nuclei familiari, ha registrato il verificarsi di notevoli danni agli immobili a causa del movimento franoso generato dall’imponente scavo realizzato per alloggiare l’enorme tubo destinato al trasporto del metano».
Una situazione a fronte della quale i proprietari delle abitazioni danneggiate, non trovando risposta alla proprie doglianze da parte della società appaltatrice dell’opera, si sono rivolte tramite il proprio legale al tribunale di Teramo. E proprio il tribunale, nella persona del giudice Francesco Ferretti, insediatosi a Teramo circa un mese fa, ha accolto la richiesta, avanzata dall’avvocato Di Filippo per conto dei suoi assistiti, di procedere a un accertamento tecnico tramite una perizia volta a valutare l’impatto dell’opera sulla staticità degli immobili interessati e sui danni che sono stati registrati. A breve i tecnici nominati dal tribunale inizieranno le operazioni assegnate, che dovranno verificare se ci sia o meno una stretta correlazione tra i danni subiti dalle palazzine della contrada e le operazioni di scavo del gasdotto, come sostengono i proprietari delle abitazioni. Se il ctu del tribunale dovesse accertare nell’indagine geologica un legame di causa effetto allora il contenzioso potrebbe assumere un rilievo importante. Il passo successivo sarebbe infatti quello della quantificazione dei danni relativi alle lesioni sulle abitazioni. Danni che, per i ricorrenti, sarebbero legati in particolare ai lavori di scavo della rete del gasdotto Cellino-Teramo-San Marco.
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