Appaltati i lavori per riparare il molo franato tre anni fa

26 Agosto 2020

Inizieranno a settembre e riguarderanno i duecento metri del braccio di prolungamento Il primo cittadino: «Una notizia attesa da anni dopo i fondi stanziati, la Regione ci è stata vicina»

GIULIANOVA. Dopo tanta attesa verrà finalmente sistemata quella parte del prolungamento del molo nord in cui nel 2017 ci fu un cedimento di massi per circa 200 metri. Il 12 agosto scorso il Provveditorato interregionale alle Opere pubbliche ha stipulato con la ditta Schiavo & C. spa di Napoli il contratto di appalto relativo ai lavori di riparazione e messa in sicurezza. Saranno ora i sommozzatori della ditta Schiavo che dovranno eseguire una precisa ricognizione sullo stato dei luoghi prima dell’inizio dei lavori.
Soddisfatto il sindaco Jwan Costantini che commenta: «Esprimo soddisfazione e ringrazio il sottosegretario Umberto D’Annuntiis e il presidente Marco Marsilio che si sono sempre spesi per la nostra realtà portuale». Secondo fondi regionali, l’intervento dovrebbe iniziare subito dopo il 10 settembre.
Il cedimento dei massi avvenne nel gennaio 2017 quando delle grosse mareggiate e forti correnti presenti anche sul fondale fecero letteralmente crollare la murata settentrionale del braccio di prolungamento del molo nord realizzato in totale per circa 450 metri. La causa, generata dalla forza del mare in quei giorni, fu individuata nell’erosione della sabbia su cui poggiavano i massi che, non potendo più contare su una base stabile, affondarono sotto i colpi delle onde. Un’azione sinergica e potente, spinta del mare da una parte e corrente escavatrice dall’altra, determinarono quello che ancora oggi rappresenta una incompiuta. I lavori erano stati ultimati da un paio di mesi e nessuno poteva immaginare che potesse verificarsi una frana di quella portata. Molti attribuirono la mancata tenuta all’eccessiva perpendicolarità dei massi che, secondo qualche esperto, avrebbero dovuto assumere una posizione più degradante per attutire ed assorbire meglio la forza devastante degli elementi marini. Evidentemente le risorse economiche a disposizione non hanno consentito di agire con una diversa filosofia. La Regione Abruzzo, pressata dalla marineria locale e dall’Ente Porto, stanziò di lì a breve la somma di 908mila euro per la riparazione della parete nord del nuovo braccio. Tutto poi passò di nuovo nelle mani del Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche per Lazio, Abruzzo e Sardegna. Anche la capitaneria di porto ha inviato più di una nota ricordando che la messa in sicurezza dell’imboccatura del porto rappresentava una priorità. Da ricordare che la Regione ha stanziato ulteriori 2 milioni di euro per il prolungamento di altri 100 metri circa verso est del braccio oggetto della riparazione.
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