Appalti Team, non ci sono reati La Procura chiede di archiviare

Tra i quattro indagati ci sono anche i due ex vertici dell’azienda municipalizzata Pelagatti e Bozzelli L’inchiesta aperta con le accuse di frode nella pubblica fornitura, truffa e indebita percezione di fondi
TERAMO. È un’inchiesta che si chiude con una richiesta di archiviazione quella aperta due anni fa sulla Team, l’azienda municipalizzata che si occupa della raccolta rifiuti, di verde pubblico e dei cimiteri.
Per il pm Davide Rosati, titolare del fascicolo, gli accertamenti e la consulenza non avrebbero fatto emergere profili di irregolarità penali. Con questa ricostruzione nei giorni scorsi il magistrato ha firmato la richiesta di archiviazione che ora passa all’esame del gip.
Quattro indagati, tra cui due ex vertici della società: si tratta di Pietro Pelagatti, (colonnello della Finanza in pensione e qui nella sua veste di ex amministratore delegato della Team), di Pietro Bozzelli (ex presidente della Team), del dirigente Team Pierandrea Giosué e del privato Adriano Pavone, nella sua veste di referente dell’azienda privata a cui la Team nel 2017 si sarebbe rivolta per la manutenzione dei mezzi. Tante le ipotesi di reato, tutte in concorso, che erano state contestate dal pm: si va dalla frode nelle pubbliche forniture all’indebita percezione di erogazioni pubbliche, dalla corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio all’abuso d’ufficio e alla truffa.
Secondo una prima ricostruzione dell’autorità giudiziaria le quattro gare d’appalto finite nel mirino risalenti al 2017 e nei primi sei mesi del 2018 non avrebbero rispettato i requisiti della regolarità. E proprio nell’ambito degli accertamenti un anno fa c’erano state perquisizioni negli uffici della Team e nelle abitazioni degli indagati e sequestri erano stati eseguiti dagli uomini del nucleo di polizia economico finanziaria del comando provinciale della guardia di finanza, da quelli della polizia giudiziaria della polizia stradale del comando provinciale, da quelli del nucleo investigativo dei carabinieri del comando provinciale. Tutta la documentazione acquisita era poi finita all’esame del consulente tecnico nominato dalla stessa Procura per valutare tutti i passaggi. Al termine di una corposa attività di accertamento, dunque, la Procura ha, evidentemente, ritenuto che tutte le procedure siano state fatte nel rispetto delle norme e che quindi non ci siano profili di responsabilità penale da perseguire. Ora la richiesta di archiviazione del pm passa al gip che dovrà decide se accoglierla e respingere eventuali richieste di opposizione all’archiviazione che ci potrebbero essere.
E nel frattempo in Procura è arrivato l’esposto che l’opposizione ha presentato contro il piano del Comune di rendere completamente pubblica la società.
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