Appello ai politici: «Fate squadra per salvare i nostri ospedali»

19 Giugno 2015

Decreto Lorenzin, il tribunale per i diritti del malato chiede di mettere da parte gli schieramenti «Bisogna avere dalla Regione il presidio di secondo livello a Teramo e di primo a Giulianova»

TERAMO. Un appello a tutti gli amministratori teramani affinchè si alleino per tutelare la sanità teramana in vista del piano per applicare il decreto Lorenzin. Il tribunale dei diritti del malato, rappresentato da Stefania Migliaccio, rivolge un appello perchè «tutti gli attori lavorino insieme per il bene della sanità teramana: vorremmo che si creasse una convergenza che superi i limiti dell'appartenenza a schieramenti politici per un bene comune così importante». Basilare anche per il Tdm è che la Regione scelga Teramo per l’ospedale di secondo livello – più avanzato e con il maggior numero di specialistiche, ce ne saranno solo due in Abruzzo– e che almeno a Giulianova garantisca quello di primo livello. L’ospedale “base”, infatti, può non disporre nemmeno del pronto soccorso.

«L'ammodernamento della rete ospedaliera», osserva la responsabile del Tdm di Teramo, «dovrebbe essere guidato da un semplice principio, allo stesso tempo rivoluzionario: la centralità del malato e dei suoi bisogni, più che da altri interessi meno nobili come primariati o tutela cieca del proprio bacino elettorale. Il decreto Lorenzin è stato elaborato dai tecnici del ministero e si basa prevalentemente su numeri. E' poi la Regione che deve modellarli sulle esigenze e la realtà del territorio. La Regione prima di confezionare questo piano dovrebbe ascoltare tutte le realtà e quindi i fruitori del servizio sanitario e le loro associazioni. Altrimenti subentra esclusivamente la volontà politica di prendere questa o quella decisione».

Il Tdm fa notare che «grazie ai vari direttori generali la Asl ha sempre pensato ad appianare il bilancio, sono stati fatti tanti tagli di posti letto e noi siamo in regola, a differenza di altre realtà che hanno badato di più alle esigenze dei cittadini. Ora dovremmo essere premiati».

Basilare è che la Regione tenga conto delle peculiarità del Teramano: «basarsi sui numeri è pericolosissimo». «Oltre all'ospedale di Teramo c'è da fare anche un discorso sui presidi periferici», osserva Migliaccio, «non si può immaginare di limitare o chiudere il pronto soccorso dell’ospedale di Giulianova che è il punto di riferimento della costa teramana, che peraltro triplica la popolazione da maggio a ottobre con l'arrivo dei turisti: questo avverrebbe se si optasse per l'ospedale di base e non di primo livello».

Ma una raccomandazione il Tdm la rivolge anche ai vertici della Asl perchè «si mettano subito al lavoro per raggiungere quei requisiti mancanti affinchè Teramo sia ospedale di secondo livello. Da anni si parla, ad esempio, di creare le reti di emergenza per l'infarto e l'ictus, è l'ora di farle. La radiologia poi ha sempre creato grossi problemi, a causa di una organizzazione del lavoro che non corrisponde alle esigenze del territorio e che è anche la causa di lunghe liste di attesa. Il laboratorio analisi è un ottimo servizio, non sarà difficile avere un medico sulle 24 ore». Così come sarà facile creare un’unità operativa di chirurgia plastica, disponendo la Asl già di un chirurgo plastico. Questi citati sono alcuni dei requisiti richiesti.

«Tutte le eccellenze che abbiamo, anche da tempo, vanno valorizzate e fortemente sostenute dalla direzione generale, da tutto il territorio e dai rappresentanti teramani nelle istituzioni», conclude Migliaccio, «le specialità di cardiochirurgia e neurochirurgia si sono sempre distinte a Teramo, molto prima di Chieti e L'Aquila. Di contro, sentiamo la mancanza di alcune specialità come la neonatologia, speriamo che al più presto si provveda. A questo proposito sollecitiamo l'attivazione della rete regionale di emergenza e urgenza neonatale: non tutti possono avere ambulanze specifiche per i neonati, con la rete si ovvia a questo limite».

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