Approvato il bilancio anti-Covid Scontro in aula sulle mascherine

ALBA ADRIATICA. Approvato in via definitiva il bilancio 2020 del Comune di Alba Adriatica con le misure fiscali per fronteggiare gli effetti economici dell’emergenza sanitaria da Covid-19. Quella di...
ALBA ADRIATICA. Approvato in via definitiva il bilancio 2020 del Comune di Alba Adriatica con le misure fiscali per fronteggiare gli effetti economici dell’emergenza sanitaria da Covid-19. Quella di lunedì è stata una seduta inedita del consiglio comunale: mascherine, distanziamento tra i consiglieri, porte chiuse per pubblico e stampa, assenti due gruppi di opposizione su tre. Nonostante l’annuncio in tal senso del sindaco, non c’è stata diretta streaming della seduta e, fino al tardo pomeriggio di ieri, nemmeno la diffusione pubblica delle riprese video.
Nella nuova manovra finanziaria del Comune, che probabilmente dovrà essere ritoccata nelle prossime settimane vista l’incertezza dell’emergenza in corso, sono state confermate le aliquote fiscali dell’anno scorso e tutte le misure già annunciate dall’assessore al bilancio Simone Pulcini e dal sindaco Antonietta Casciotti, frutto del confronto tra l’amministrazione, le opposizioni e le associazioni di categoria. Tra queste: l’esonero della Tari e della Tosap per il periodo di chiusura delle attività, la sospensione della maggiorazione dell’imposta sulla pubblicità e delle sanzioni sui versamenti tardivi e, soprattutto, i rinvii di alcuni mesi di tutte le imposte di competenza comunale, con la tariffa sui rifiuti che in alcuni casi può essere anche diluita in sei rate da luglio a dicembre. Come annunciato, l’imposta di soggiorno per i turisti è stata confermata anche per l’estate 2020, in linea con le altre località costiere teramane. Quest’ultimo punto è stato l’unico non condiviso dal gruppo di opposizione CittàViva, presente in aula con Gianfranco Marconi e Ambra Foracappa, che hanno deciso di astenersi dal voto.
Dal racconto di chi era presente, si evince però come lo scontro principale della seduta, anche con toni aspri, sia stato su un altro argomento: le mascherine distribuite gratuitamente ai cittadini di età compresa tra i 50 e i 60 anni, tema che nei giorni scorsi è stato già oggetto di polemiche sui social. Marconi ha infatti accusato l’amministrazione di essere stata poco attenta nell’acquisto delle 1.700 mascherine da una ditta locale, avendole pagate 2,90 euro più Iva l’una, nonostante la disponibilità di offerte più vantaggiose da parte di altre aziende, e di aver peccato di comunicazione scarsa e contraddittoria, con dispositivi consegnati in maniera “anonima”, cioè senza indicazioni che chiarissero il produttore, l’eventuale certificazione delle mascherine e la possibilità di riutilizzarle. L’amministrazione si è difesa asserendo di aver fatto il meglio possibile nei tempi stretti e dando notizia di aver ricevuto una corposa donazione da parte della stessa ditta per spegnere le polemiche. (l.t.)
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