Appuntamenti fantasma e lunghe attese La disavventura di due coniugi di Bellante

28 Novembre 2020

Numeri alti, in questa seconda ondata e più facili i disservizi. Sono diversi quelli segnalati dai cittadini. Emblematico quello raccontato da C.M. di Bellante. Il 5 novembre i genitori fanno...

Numeri alti, in questa seconda ondata e più facili i disservizi. Sono diversi quelli segnalati dai cittadini. Emblematico quello raccontato da C.M. di Bellante. Il 5 novembre i genitori fanno privatamente un tampone e il 9 risultano positivi. Inizia la trafila: segnalazione al medico di famiglia che a sua volta fa la segnalazione alla Asl per i due genitori di C.M e per la nonna di 87 anni, invalida al 100% che ha i sintomi. L’appuntamento per i due coniugi viene fissato per domenica 15 a Casalena, dalle 8,30 alle 10,20. I due però a Casalena trovano tutto chiuso. Insieme a loro, un’altra decina di auto attende invano. Al numero unico Asl per l’emergenza coronavirus non si riesce a prendere la linea (peraltro sul sito c’era scritto che la domenica non funzionava: non era stato aggiornato). Alla fine l’appuntamento viene spostato al giorno dopo, i due fanno il tampone e attendono che il medico comunichi il risultato. Il medico, sollecitato, controlla e il 18 scopre che il giorno prima era arrivato il risultato: positivo per il padre di C.M., “indefinito” per la madre. Bisogna ripetere il tampone, ma non prima di 7 giorni. Si rifà il tampone: stesso esito. Nel frattempo, nessun contatto, nessun appuntamento per la nonna che necessita di tampone a domicilio. C.M. lamenta un eccesso di burocrazia, carenza di comunicazione e disorganizzazione. Disservizi C.M. li segnala anche al Comune di Bellante, a cui non risultavano i due positivi, per la raccolta dei rifiuti. E anzi, per C.M. «l'ufficio tecnico non sapeva nulla riguardo la spazzatura, come fare la raccolta in caso di positività al Covid-19». C.M. invoca «più responsabilità, meno passerelle più lavoro e organizzazione».