Ascolano, 64 anni, ex prefetto di Pesaro Ha lavorato anche in enti sciolti per mafia

8 Dicembre 2017

TERAMO. Fino a tre settimane fa è stato prefetto di Pesaro-Urbino. Arriva dalle Marche, che è anche la sua terra d'origine, in quanto è nato ad Ascoli Piceno, il commissario del Comune Luigi Pizzi....

TERAMO. Fino a tre settimane fa è stato prefetto di Pesaro-Urbino. Arriva dalle Marche, che è anche la sua terra d'origine, in quanto è nato ad Ascoli Piceno, il commissario del Comune Luigi Pizzi. La sua presenza a Teramo, però, non è un esordio assoluto. Pizzi, che oggi ha 64 anni e risiede a Francavilla al Mare, da studente ha frequentato l'università in città laureandosi in giurisprudenza nel '76 prima di avviarsi alla carriera prefettizia. Il suo primo incarico è stato alla prefettura di Chieti, dove tra l’altro ha esercitato dall'ottobre 1985 al giugno 2000 le funzioni di capo di gabinetto, incarico successivamente svolto anche a Pescara. Nel suo lungo percorso istituzionale Pizzi è diventato vice prefetto vicario a Pistoia, trasferendosi poi nel medesimo ruolo a Campobasso e Venezia. Il 31 luglio 2009 è stato nominato prefetto. Quello teramano non è il suo primo incarico da commissario. Ha ricoperto questa funzione in Comuni delle province di Chieti, Pescara, Campobasso e Venezia, ma ha avuto ruoli importanti anche in altri enti locali.
Da agosto 2009 ad aprile 2010 è stato presidente della commissione straordinaria del Comune di Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria, il cui consiglio comunale era stato sciolto per infiltrazioni da parte della criminalità organizzata; tra gennaio e giugno del 2011 è stato commissario prefettizio e straordinario del Comune di Santa Maria Capua Vetere e lo stesso ruolo gli è stato affidato da agosto a dicembre dello stesso anno nel Comune di Trevi. Il 2 giugno 2014 è stato insignito dell’onorificenza di commendatore, mentre tra il 2012 e il 2015 è stato prefetto di Matera, prima di arrivare a Pesaro-Urbino. L'anno scorso è stato insignito del premio “Marchigiano dell’anno” conferito dal Centro Studi Marche di Roma e per la prima volta assegnato a un prefetto. (g.d.m.)