Asl, partiti lavori da 19 milioni per le nuove strutture territoriali

24 Gennaio 2024

Entro il 2026 nasceranno due ospedali di comunità (a Casalena di Teramo e Atri) per ricoveri brevi, otto case di comunità con i servizi ambulatoriali e tre centrali operative che coordineranno le attività

TERAMO. La medicina del territorio sulla quale scommette la Asl di Teramo prende sempre più forma e guarda a un futuro non troppo lontano tramite strutture di prossimità capaci di rispondere alle esigenze delle comunità fornendo assistenza e servizi che mirano anche a sgravare gli ospedali. Il piano dell'azienda sanitaria, guidata dal manager Maurizio Di Giosia, è quello di “coprire” il territorio provinciale realizzando otto case di comunità, due ospedali di comunità e tre centrali operative territoriali (Cot). Un piano che è già concreto perché vede in alcuni casi cantieri avviati, in altri le procedure di affidamento concluse o in dirittura d'arrivo. Gli interventi contano su 19 milioni di euro di fondi del Pnrr: entro il 31 dicembre 2025 i lavori dovranno essere terminati, ad eccezione delle centrali operative (dove i cantieri sono già partiti) per le quali la consegna delle opere è fissata al 31 marzo prossimo. Ieri il direttore generale Di Giosia ha illustrato i dettagli degli interventi nel corso di una conferenza stampa insieme al direttore amministrativo Franco Santarelli, al direttore sanitario Maurizio Brucchi, al direttore del dipartimento di assistenza territoriale Valerio Profeta e ad Andrea Di Biagio, direttore del dipartimento tecnico logistico.
SERVIZI VICINO A CASA
Le tre tipologie di strutture permetteranno di offrire servizi sanitari in modo capillare e organizzato dall'entroterra alla costa, segnando così un cambio di passo rispetto alla concezione ospedalocentrica del passato. Una inversione di prospettiva figlia anche del Covid e delle necessità che ha fatto emergere. La Asl di Teramo è partita per tempo nell'intercettare le opportunità del Pnrr e oggi si trova nella condizione di avere otto cantieri avviati e gli altri prossimi a partire. Il direttore Di Biagio ha sottolineato come l'azienda teramana abbia viaggiato a ritmo sostenuto a livello nazionale e sia oggi la prima in Abruzzo ad essere già partita con i lavori delle Cot.
LE STRUTTURE
Le case di comunità saranno il punto di riferimento continuativo per la popolazione. Vi opereranno equipe multiprofessionali e sorgeranno a Teramo, Montorio, Isola, Nereto, Martinsicuro, Roseto, Silvi e Bisenti. Saranno di due tipologie: hub (Teramo, Roseto, Nereto) e spoke. Nel primo caso ci sarà operatività h 24 con tutte le specialistiche presenti; nel secondo l'attività sarà di 12 ore al giorno, con le principali specialità e servizi essenziali. Le Cot avranno invece la funzione di coordinare a livello distrettuale i servizi domiciliari con gli altri servizi sanitari, assicurando l'interfaccia con ospedali e rete di emergenza-urgenza. Verranno attivate a Teramo (terzo lotto del Mazzini), Nereto (distretto sanitario di base di via Lenin) e Roseto (consultorio di piazza Polo). I due ospedali di comunità saranno invece destinati a ricoveri brevi (massimo 30 giorni) di pazienti che necessitano di interventi sanitari a media o bassa intensità clinica e per degenze di breve durata. Saranno attivati a Teramo (Casalena) e Atri (vecchio ospedale). Stanziati 12,8 milioni per le case di comunità; 5,7 per gli ospedali e 475mila euro per le Cot. L'intero sistema sanitario così rimodulato dovrebbe entrare a regime nel 2026 e la Asl è al lavoro per garantire personale sufficiente a farlo funzionare: previste nuove assunzioni di infermieri e Oss, ma anche formazione specifica di operatori in forza all'azienda.
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