Astolfi: i miei guai giudiziari estranei all’attività politica

ATRI. «Le questioni delle quali si dibatte dinanzi al giudice non riguardano le funzioni pubbliche e non interessano, neppure marginalmente, la pubblica amministrazione». Con queste parole comincia...
ATRI. «Le questioni delle quali si dibatte dinanzi al giudice non riguardano le funzioni pubbliche e non interessano, neppure marginalmente, la pubblica amministrazione». Con queste parole comincia una nota inviata ieri al Centro dal primo cittadino di Atri, Gabriele Astolfi (nella foto), il quale ha inteso fare alcune puntualizzazioni in merito alla notizia della richiesta di rinvio a giudizio per bancarotta che lo riguarda, pubblicata ieri dal nostro quotidiano e relativa al crac delle sue aziende Atrifarm srl e Fal Medical srl. Va evidenziato – premesso che Astolfi può fare le puntualizzazioni che vuole – che nel nostro articolo non veniva minimamente messa in relazione l’attività politico-amministrativa con la vicenda di bancarotta di due aziende private.
Astolfi tiene a dire di essere stato all'epoca «socio minoritario di entrambe le società» (delle quali però era amministratore) e continua: «Alla situazione di insolvenza, poi sfociata nel fallimento, la società ha tentato di porre rimedio, con la richiesta di un concordato preventivo in bianco; le cause che hanno generato il fallimento sono dovute, secondo le valutazioni dei curatori, a una drastica e improvvisa contrazione del fatturato, circostanza concreta che evoca l'oleografia della situazione di crisi che attanaglia l'intero sistema economico e non ha certamente risparmiato il settore della distribuzione dei prodotti farmaceutici».
«Nessuno degli imputati», commenta ancora Astolfi, «ha distolto dalla garanzia dei creditori propri cespiti patrimoniali, rimasti a disposizione, e in effetti colpiti dalle azioni esecutive individuali di tutti i creditori. I compensi degli amministratori sono stati determinati, in conformità con l'articolo 2389 del codice civile, con deliberazioni assembleari specifiche e quindi non è stata effettuata nessuna distrazione di fondi. Ho piena fiducia nella magistratura», conclude il sindaco, «nella piena convinzione che nella prima udienza preliminare di ottobre 2016, davanti a un giudice terzo, tutto sarà chiarito».
Nella nota si legge poi che la maggioranza al Comune di Atri «esprime solidarietà e fiducia verso il sindaco. Si tratta di questioni personali», dichiarano gli esponenti della maggioranza, «e non inficiano l'operato che si sta portando avanti nella gestione dell'ente. Abbiamo fiducia nella magistratura e siamo certi si chiarirà il tutto». (d.v.)
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