Atri, disabili senza aiuti: chiusi il centro diurno e Rurabilandia

17 Settembre 2014

Protestano gli ex amministratori comunali Basilico e Liberatore: la Asp ha sospeso le attività per carenza di fondi mentre con la Fondazione Ricciconti assistenza e fattoria sociale funzionavano

ATRI. Porte chiuse alla fattoria sociale Rurabilandia e al centro diurno “Ricciconti”: con un sol colpo cancellate due strutture importanti nell’assistenza ai disabili ad Atri. Ne danno notizia due ex amministratori, Paolo Basilico e Gabriella Liberatore, preoccupati per l’interruzione di un servizio importante.

«Cambiano le regole, cambiano le amministrazioni, ma i problemi sono sempre gli stessi ed a pagarne le conseguenze sono sempre i più deboli», esordiscono Basilico e Liberatore, «i ragazzi, che da oltre 10 anni frequentano il centro diurno di riabilitazione sociale per soggetti in situazione di handicap "Domenico Ricciconti" ad Atri ,sono costretti a casa. Infatti, il servizio svolto dalla cooperativa Aquilone, che garantiva l'apertura del centro e lo svolgimento di attività didattiche per sei giorni alla settimana, dal lunedì al sabato, dalle 15 alle 19, è sospeso dal 1° settembre e la motivazione sembrerebbe imputabile alla solita "mancanza di fondi"». Sono una quindicina i ragazzi, alcuni anche di una certa età, seguiti da anni nel centro: molti hanno alle spalle hanno famiglie anziane e poco abbienti. La cooperativa originariamente aveva una convenzione, sempre rinnovata, con la Fondazione Ricciconti.

Ora i problemi. Pare che il servizio, interrotto dall’oggi al domani, fra un paio di mesi forse riprenderà. Certamente – fanno notare Liberatore e Basilico – il fatto che sia stato congelato per carenza di fondi stride col fatto che il palazzo Ricciconti, l’ex orfanotrofio che ospitava il centro diurno, ospiti anche negozi che con i loro affitti generano probabilmente reddito per la Asp. «Si è voluta a tutti i costi la riforma delle ex Ipab, si è fatta una corsa contro il tempo per nominare gli organismi delle Asp, perché avrebbero dovuto entrare a tutti gli effetti nel sistema integrato di interventi e servizi sociali, quindi migliorare tutta l'organizzazione», incalzano, «molti ricorderanno i consigli comunali e le dichiarazioni: a preoccupare era soprattutto la sorte della Fondazione "Ricciconti", del suo importantissimo patrimonio, del rispetto del lascito testamentario del benefattore. Non vorremmo che fossero già questi i primi segnali di un ennesimo "assalto alla diligenza".Molti di questi ragazzi hanno genitori anziani, si immagini quanto disagio si aggiunga, e quanto dannosa sia l'interruzione di un percorso di reale integrazione. Per molti di loro l'attività, tra l'altro, proseguiva nella fattoria sociale Rurabilandia,anch'essa, allo stato, inattiva».Rurabilandia costituiva una prosecuzione del centro diurno: oltre alle attività ricreative nella fattoria sociale da più di otto anni si procedeva all’inserimento lavorativo dei disabili, esempio molto avanzato di integrazione. Ora Liberatore e Basilico auspicano che le istituzioni e il commissario dell’Asp Giuseppe Corradetti «diano al più presto soluzione a un problema la cui determinazione non fa onore a nessuno».(a.f.)

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