Atri, il cantiere alla “Radici” verrà aperto a lezioni avviate
ATRI. Ancora in alto mare l’inizio dei lavori di ristrutturazione per la scuola elementare “Radici” in corso Umberto ad Atri. Tra le cause delle lungaggini i diversi intoppi burocratici verificatisi...
ATRI. Ancora in alto mare l’inizio dei lavori di ristrutturazione per la scuola elementare “Radici” in corso Umberto ad Atri. Tra le cause delle lungaggini i diversi intoppi burocratici verificatisi al ministero dell’Istruzione sull’appalto da due milioni e mezzo di euro, soldi rientranti nel progetto “Scuole sicure” diretto proprio alla messa in sicurezza dei plessi scolastici. Il cantiere poteva partire durante la chiusura delle scuole ma ora verrà aperto nel bel mezzo dell’anno scolastico in corso. L’assessore all’istruzione Piergiorgio Ferretti spiega: «Tutte le aule saranno interessate dai lavori, il plesso verrà ristrutturato completamente. Il cantiere verrà aperto spero a breve e interesserà prima un’ala dell’edificio e poi l’altra. I ragazzi non avranno alcun intralcio. La scuola attuale è comunque sicura e le pratiche progettuali saranno completate appena riapriranno gli uffici tecnici del Comune».
Nel progetto non è stata ricompresa la sistemazione del tetto della palestra, crollato anni fa a causa delle abbondanti nevicate. Nel settembre 2014, proprio per la risistemazione dello spazio sportivo dell’elementare, vi fu da parte di alcuni genitori una petizione popolare. Capofila della raccolta firme, fu la sezione locale dell’associazione “Italia Nostra”, che scrisse: «Considerato che la palestra è assolutamente inutilizzabile, constatiamo che il Comune ha ottenuto un finanziamento nazionale per la messa a norma dell’edificio che non prevede il suo rifacimento. Ciò costituisce un grave handicap che impedisce il pieno sviluppo psicomotorio dei bambini». Vane sono state le esortazioni fatte al Comune per ottenere un’ integrazione ai finanziamenti concessi, in modo da realizzare il recupero della funzionalità della palestra che fa corpo unico con l’edificio scolastico.
Domenico Forcella
©RIPRODUZIONE RISERVATA

