Atri non avrà più la grande collezione grafica di Paglione

Per allestirla servivano 600mila euro, il Comune non li ha «Abbiamo scelto di ampliare il museo archeologico»
ATRI. La città di Atri perde una prestigiosa donazione d’arte del famoso gallerista e collezionista abruzzese Alfredo Paglione, oltre 300 opere grafiche per un valore di due milioni di euro. Motivi economici (al Comune sarebbero serviti 600mila euro per l’allestimento dell’esposizione) e logistici (l’edificio inizialmente individuato per ospitare le opere era vincolato a museo archeologico) hanno impedito alla città ducale di ospitare un grande museo di arte contemporanea. Paglione, cognato dell’artista Aligi Sassu, mecenate e donatore di sculture e pitture di insigni artisti contemporanei, ha dunque destinato quelle opere a Chieti.
Sulla questione l’ex sindaco di Atri Paolo Basilico argomenta in una nota: «Qualche giorno fa ho ricevuto una lettera di Paglione, per l’occasione voglio ricordare che aveva deciso di donare alla mia città ben 303 opere destinate al museo di arte contemporanea di Atri. Quando ero sindaco avevamo individuato, con i relativi atti deliberativi, anche gli spazi dove collocare il museo, grazie all’assenso scritto della soprintendenza regionale: si parla delle 10 stanze sovrastanti l’attuale museo archeologico. Incaricato di catalogare le opere fu l’emerito professor Paolo Bellini, massimo esperto italiano di opere d’arte e docente dell’università cattolica di Milano». Basilico continua: «Altri centri erano pronti ad allocare le donazioni, uno fra tutti il museo della grafica nel castello Sforzesco di Milano. Conosco la tenacia e la serietà del dottor Paglione, grazie alla sua amicizia con il nostro compianto concittadino Giovanni Verna riuscimmo a convincerlo, insieme alla moglie Teresita Olivares, a donare le opere alla nostra città che conosceva ricca di storia e bellezza».
Poi però qualcosa si è inceppato e la città di Atri ha di fatto perso una collezione grafica con pittori di fama mondiale come Francisco Goya (40 opere), Mosè Bianchi, Marc Chagall, Giorgio De Chirico, Pablo Picasso, Marino Marini, Josè Ortega, Aligi Sassu (con la possibilità di ricevere anche la sua biblioteca personale), Renzo Vespignani e tanti altri maestri. L’ex sindaco Basilico svela che le opere saranno destinate all’università di Chieti, in un nuovo grande museo collocato negli spazi dell’ex ospedale militare, e si rammarica perché «con l’apertura di questo museo e con altri già esistenti nella nostra cittadina Atri sarebbe stata la prima città museale d’Abruzzo».
Sulla questione interviene l’attuale assessore comunale al turismo Domenico Felicione, che spiega come sono andate le cose: «Non è stato possibile realizzare il museo delle grafiche, donazione Paglione, per tre ordini di motivi. Il primo riguarda la location: il piano superiore del museo civico Tascini De Albentiis, per volontà del donatore, espresso nell'atto di donazione, deve essere utilizzato per il museo archeologico. Il secondo motivo riguarda i costi per la sua realizzazione e istituzione, questi ammontavano ad oltre 600mila euro. In un periodo di grande crisi economica reperire tale somma è stato impossibile. Perché Basilico, che ha amministrato la città in un periodo fiorente dell'economia, non è riuscito a reperire i fondi necessari per l'istituzione del museo? Il terzo motivo», conclude Felicione, «è che l'amministrazione comunale di Atri e la sovrintendenza hanno espresso la volontà di ampliare il museo archeologico, reperendo tutti i reperti della nostra città, sparsi nei vari musei d'Abruzzo, per dotare Atri di un grande museo archeologico e rispettare la volontà testamentaria».
Domenico Forcella
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