Atri, tutti contro l’ampliamento della discarica di Santa Lucia

Il sindaco Ferretti: «Non è previsto nel piano regolatore, quindi non si farà. Ci opporremo al progetto» Il comitato difesa ambiente chiede le dimissioni dei vertici del consorzio Piomba Fino e la sua chiusura
ATRI. Il nuovo progetto di ampliamento della discarica di Santa Lucia di Atri preoccupa sia i cittadini che l’amministrazione comunale. Un progetto contestato sia dalla maggioranza che dall’opposizione, che promettono le barricate. La paura, infatti, è che a breve l’ ampliamento diventi ufficiale, con la ratifica del progetto da parte della Regione Abruzzo.
«L’ampliamento del Piomba Fino non è previsto nel nostro piano regolatore generale», dichiara il sindaco Piergiorgio Ferretti, «quindi non si farà, ci opporremo con tutti i mezzi a nostra disposizione per contrastare delle scelte che vanno contro la salute dei nostri cittadini». Sulla stessa linea l’intervento del consigliere comunale del M5S Cinzia Di Luzio. «Mentre i vecchi invasi continuano ad inquinare, in una zona molto prossima ad una riserva naturale, a civili abitazioni, ad aziende agricole», scrive Di Luzio, «ancora una volta il Consorzio Piomba-Fino presenta un’ulteriore richiesta di ampliamento della discarica di Santa Lucia. Continuiamo, con forza, a difendere l’ambiente ed il nostro territorio dichiarando la nostra ferma contrarietà al proseguio delle attività della discarica e ancor di più ad un suo ampliamento».
Ad annunciare le barricate contro il progetto presentato dal consorzio Piomba-Fino è anche il Comitato difesa ambiente, che evidenzia come l’ampliamento preveda 2 nuovi lotti, per un totale di 360mila metri cubi, quadruplicando di fatto la volumetria dell'invaso attuale. «Eppure nel 2018, in una procedura di ampliamento ben più modesta (di 12mila mc)», scrive il comitato in una nota, «il nostro Comune era stato chiarissimo. Infatti ha espresso parere negativo a qualunque ampliamento. Anche la Asl si oppose per motivi igienico-sanitari. Dunque perché il consorzio ritiene di poter agire senza tener conto delle intenzioni del nostro Comune, che è e resta responsabile per la salute pubblica e per la programmazione del proprio territorio?». Nella nota il comitato attacca duramente il consorzio, accusandolo di aver dimostrato «un’indolenza pericolosa» rispetto al ripristino ambientale. «Il consorzio avrebbe dovuto monitorare e promuovere progetti di risanamento», continua il comitato, «al contrario si sono avvicendati cda e tecnici che ritenevano più urgente discutere degli emolumenti che della grave situazione in cui versava la discarica.Nel frattempo due sentenze (l'ultima del 2011), e i verbali dell'Arta accertavano il perdurare di sversamenti nell’ambiente, ma nessun ente si è assunto la responsabilità di interrompere la compromissione del luogo, promuovendo l’iter per la caratterizzazione e la bonifica fino al 2016.
Una situazione a fronte della quale il comitato chiede la chiusura del consorzio. «Il comitato chiede le dimissioni immediate del direttore tecnico Frattura e del commissario e la chiusura definitiva del Consorzio Piomba-Fino», conclude la nota, «e l’appoggio di tutta la cittadinanza per scongiurare questa riapertura. A breve inizieremo una raccolta firme per promuovere la chiusura definitiva dell’invaso e chiedere ai comuni del consorzio di indire una borsa di studio per tesi di laurea riguardo il ripristino di un area cosi complessa come quella del calanco di Santa Lucia».
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