Atri, zona industriale nel degrado Rifiuti e crateri lungo le strade

ATRI . Il nucleo industriale di Atri sprofonda nel degrado. Per rendersene conto basta addentrarsi tra le vie che conducono verso le poche aziende ancora aperte. I manti sono dissestati e le piazzole,...
ATRI . Il nucleo industriale di Atri sprofonda nel degrado. Per rendersene conto basta addentrarsi tra le vie che conducono verso le poche aziende ancora aperte. I manti sono dissestati e le piazzole, in particolare quella nell’area antistante le storica ditta Antonelli Marmi, hanno buche sono profonde oltre 20 centimetri. I Tir qui non possono passare anche perché le manovre risultano complicate. A riprova dell’abbandono in cui versa l’area c’è anche il fatto che tra le crepe delle strade, dove ormai nessuno o quasi passa più, spesso spuntano erbacce. I marciapiedi sono coperti da foglie e rami secchi di piante mai potate. In alcuni angoli ci sono discariche a cielo aperto con rifiuti speciali abbandonati insieme a materassi e pneumatici. Non ci sono telecamere di videosorveglianza, per cui vandali e incivili possono agire indisturbati. Non è bastata la recente boccata di ossigeno arrivata con i fondi regionali, circa mezzo milione di euro, destinati alla prossima apertura di un polo di formazione al lavoro giovanile in Piane Sant’Andrea, a innescare la riqualificazione della zona. La struttura, la cui data di apertura resta ancora incerta, è stata recentemente ristrutturata e sarà gestita dall’Arap, l’azienda regionale per le attività produttive, e si spera possa portare quella spinta alla ripresa finora mancata. «La Regione ha liquidato l’anticipo del 40 per cento dei 570mila euro assegnati», spiega l’assessore al sociale Alessandra Giuliani, «la somma è arrivata al Comune di Silvi quale ente capofila, ci stiamo riorganizzando per riprendere le attività».
Domenico Forcella

