Avicoop s’impegna a cambiare le turnazioni del personale

CONTROGUERRA. Si sono protratte fino a sera, ieri, le trattative tra dirigenza dell’Avicoop, sindacati, Rsu, assessore regionale Dino Pepe, sindaco di Controguerra Franco Carletta e presidente della...
CONTROGUERRA. Si sono protratte fino a sera, ieri, le trattative tra dirigenza dell’Avicoop, sindacati, Rsu, assessore regionale Dino Pepe, sindaco di Controguerra Franco Carletta e presidente della Provincia Diego Di Bonaventura. Dopo un vertice fiume nella stanza del primo cittadino, la dirigenza ha intavolato un confronto con le rappresentanze per poi chiudersi nuovamente nell’ufficio di Carletta. Ne è scaturito un verbale interlocutorio, nel quale si rimanda a un prossimo incontro fissato per il 13 dicembre. L’azienda, tuttavia, ha mostrato «attenzione verso le tematiche sollevate», così si legge nel verbale, e «assicurato che verrà attuata una programmazione settimanale delle turnazioni che verrà resa nota il venerdì di ogni settimana. Inoltre, dall’inizio della prossima settimana, verrà ripristinata la consueta attività».
La protesta si era articolata su due giorni, una settimana fa, con otto ore di sciopero. A scatenare il malcontento le condizioni di lavoro dei 220 operai, definite estremamente pesanti se si guarda, come ribadito dai sindacati, all’altissima percentuale di malattie professionali fra i dipendenti. Essendo l’Avicoop specializzata nella lavorazione di pollame, gli addetti sono esposti a patologie come la sindrome del tunnel carpale e l’infiammazione alla spalla. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la trattativa sulle pause di lavoro, che i sindacati sottolineano essere tutte fuori dell'orario. Cioè, il personale lavora sette ore, viene pagato per sette ore ma di fatto sta in azienda sette ore e 45 minuti. Le pause sono a totale carico del lavoratore, a differenza di tutte le altre aziende del gruppo Amadori che hanno una pausa all'interno dell’orario. L’azienda aveva proposto sei pause da otto minuti ciascuna. Ma chi manipola alimenti ha un vestiario particolare che va igienizzato, per cui spenderebbe tutto il tempo per cambiarsi. Tra l'altro questo sistema non è riconosciuto dalla medicina del lavoro perchè non si riescono a recuperare le forze in soli otto minuti. C’è poi la questione del tempo di vestizione e svestizione per cui la magistratura ha riconosciuto da 10 a 20 minuti all’interno dell’orario di lavoro mentre l’azienda avrebbe proposto tre minuti. (a.d.p.)
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