Balneazione vietata senza avviso: denuncia alla Guardia costiera

MARTINSICURO . «Dopo quattro giorni di silenzio istituzionale sul divieto di balneazione, esce sull’albo pretorio del Comune la comunicazione del sindaco quasi in contemporanea con la revoca del...
MARTINSICURO . «Dopo quattro giorni di silenzio istituzionale sul divieto di balneazione, esce sull’albo pretorio del Comune la comunicazione del sindaco quasi in contemporanea con la revoca del divieto. Situazione inaccettabile che mi ha portato a fare una segnalazione alla Guardia costiera». Questa l’accusa lanciata dalla consigliera di minoranza Simona Lattanzi sulla comunicazione tardiva da parte del superamento, anche se minimo, del limite di concentrazione degli enterococchi nella spiaggia centrale di Villa Rosa, a ridosso dello scarico di un fosso. «Un divieto», fa sapere la Lattanzi, «pensato per non infastidire i bagnanti, circoscritto a 50 metri nord/sud del canale, proprio dove insiste una lingua di spiaggia libera. Nessuna comunicazione sul sito del Comune, nessun avviso visibile nella zona interessata, nessun controllo da parte dei preposti e nessuna pubblicazione sul sito dell’Arta. Trovo impressionante l’omertà di tutti a scapito della salute delle persone e dei bambini. Ricordo che l’infezione derivante da enterococchi può avere conseguenze molto gravi per soggetti sensibili».
Lattanzi ringrazia la consigliera Monica Pollastrelli «l’unica a pubblicare sul suo profilo l’ordinanza e chiedo che i soldi pubblici spesi per l’ufficio stampa del Comune, vengano usati anche per comunicazioni importanti e non solo per la propaganda». Anche in occasione del precedente divieto di balneazione, a luglio, Lattanzi era stata molto critica verso gli amministratori quando il divieto era stato causato da un possibile, come comunicato dall’amministrazione, sversamento da parte di camperisti di acque nere nel fosso. «È molto difficile orientarsi nelle strategie di tutela ambientale promosse dall’amministrazione», è stata la contestazione mossa dalla consigliera, «divieto di balneazione dovuto a sversamenti da parte di camperisti che non hanno un’area di sosta attrezzata come dovrebbe essere in tutti i comuni a vocazione turistica, ma vengono lasciati tranquillamente campeggiare e scaricare le acque nere in un parcheggio che è anche di pertinenza comunale. Accordi di programma con il progetto Plastic Free a difesa del mare, ma poi palloncini in quantità industriale per la festa della Bandiera blu anche se dicono che fossero biodegradabili. La prossima volta è meglio spiegare la tipologia sostenibile di queste decorazioni».
Sandro Di Stanislao

