Bastonate e pozioni nei riti di affiliazione

22 Luglio 2020

I video girati dalla polizia testimoniano l’uso della violenza e la richiesta di soldi a ogni associato

MARTINSICURO. A metà fra il tribale e il mistico, le cerimonie di affiliazione documentate con una serie di video dalla squadra mobile di Teramo. Cerimonie che ricordano in parte quelle della mafia tradizionale, soprattutto per l’imposizione della segretezza del vincolo associativo e l’adozione di linguaggio e simbologia rigorosi.
Ma molto più violente. L’ingresso nell’associazione è subordinato a un “rito di affiliazione” che avviene alla presenza del vertice e di altri membri del gruppo.
Tutto si svolge nelle abitazioni di uno dei capi – a Martinsicuro se ne sono tenute diverse – e prevede l’ingresso dell’uomo da affiliare, che viene bendato e fatto inginocchiare. Poi l’aspirante “bird” viene bastonato a dovere. Poi gli viene fatto mangiare un cibo particolare preparato da uno di loro – forse un piatto della cucina tipica nigeriana – e deve bere un intruglio a base di alcol, che bevono anche tutti i presenti.
Alla fine viene sbendato e i presenti gli sputano sugli occhi l’intruglio appena bevuto. Poi aspirante affiliato deve giurare fedeltà alla confraternita, promettendo di rispettare le regole – definite “orientation” – il vincolo di segretezza, quello di fratellanza e l’autocrazia, cioè il rispetto dell’autorità. Ha anche l’obbligo a contribuire con una somma ogni settimana: può variare a seconda delle esigenze della cellula, da dieci euro fino a cifre superiori.
Il tutto sempre in un’atmosfera di intimidazione: come avviene per le mafie tradizionali viene usata per rinforzare il vincolo associativo, determinando assoggettamento, omertà, e in definitiva assicurando il controllo del territorio
La simbologia ed i codici linguistici sono ulteriore garanzia e connotato di segretezza: sono ispirati al mondo degli uccelli (Eiye è un uccello mitologico della tradizione nigeriana) e richiamano colori ed altri elementi individualizzanti comunemente riconosciuti all'interno della comunità nigeriana come simboli tipici del cult Eiye. Simboli che si intrecciano con quelli militari: nelle case di Martinsicuro sono stati ritrovati dei baschi, che i capi indossavano nelle riunioni. In uno c’era scritto “Fly Eagle”, l’aquila che vola, che testimonia che qualcuno a Martinsicuro ha ricoperto una delle più alte cariche del “Nest”. (a.f.)
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