Batteri fecali alla foce del Vibrata: scatta il divieto di balneazione

Il provvedimento firmato martedì riguarda i primi 250 metri a sud e potrebbe essere revocato già oggi Il torrente continua a essere una bomba ecologica per via degli scarichi abusivi e del ristagno di acqua
ALBA ADRIATICA. Il torrente Vibrata è sempre una bomba ecologica pronta a esplodere. Il trattamento enzimatico che il Comune di Alba Adriatica, da anni, fa alla foce del “grande malato” non sempre è sufficiente specie quando, a causa dei temporali che rimuovono i sedimenti del letto fluviale, i fondali carichi di coliformi fecali sversano in mare le cariche batteriche che finiscono per inquinare centinaia di metri quadri di acqua marina. L’ordinanza emanata martedì dalla sindaca di Alba Adriatica Antonietta Casciotti, che vieta il bagno per 250 metri a sud della foce del torrente a seguito di uno sforamento dei valori dell’escherichia coli, suona come un campanello d’allarme. Sarà pure vero che si tratterà, alla fine, di un fatto episodico, però tanto è bastato a far scattare la prima ordinanza di divieto di balneazione della stagione. Oggi l’Arta ripeterà i prelievi e c’è ottimismo sul rientro dei valori nei parametri di legge e sulla conseguente revoca del provvedimento sanitario da qui a qualche ora.
Alba Adriatica è in perenne lotta con l’inquinamento, l’erosione e quest’anno anche con la flessione delle presenze. A farne le spese, prevalentemente, è la zona nord del litorale, la più flagellata e anche quella più esposta alle “intemperanze” del torrente malato. E se per i primi 150 metri dalla foce vige un divieto di balneazione a prescindere dall’esito dei prelievi, l’estensione a 100 metri in più del provvedimento inibitorio coinvolge stabilimenti e tratti di spiaggia libera. La stessa che fa i conti con la scogliera radente (che certamente non affascina i turisti, tutt’altro) e la spiaggia sparita da anni. Il problema del Vibrata, però, resta lì. Goletta verde, qualche giorno fa, ha pubblicato i dati relativi allo stato di salute di fiumi e torrenti abruzzesi classificando il Vibrata, impietosamente, come “fortemente inquinato”. La colpa è dell’uomo, manco a dirlo. Da tempo il Vibrata, che nasce dalla Montagna dei Fiori, non porta più acqua surgiva o di falda. Quella che arriva a mare è da depurazione, evidentemente. Pesticidi e reflui provenienti, viene il dubbio, da scarichi abusivi, magari sversati dagli affluenti (o dalle cavate) o direttamente nel torrente potrebbero essere la causa dell’inquinamento, ma la carica batterica spesso è dovuta al ristagno di acqua alla foce. La politica, in termini di risanamento, non ha fatto nulla. Il contratto di fiume, annunciato più di una volta, non esiste per il Vibrata, come pure nessun Comune vibratiano ha mai attuato politiche dirette al risanamento ambientale del torrente che dà il nome alla vallata. E, spesso, allora, Alba Adriatica paga le dirette conseguenze di ciò che non si fa a monte. Tempo fa, la sindaca Casciotti chiese che l’Unione di Comuni prendesse in carico il problema perché riguardava tutti. Sono rimaste parole inascoltate.
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