Berardini: la giunta a cinque è illegittima Il primo cittadino: sbaglia, siamo in regola

11 Novembre 2017

E' scontro sulla giunta a cinque assessori varata dal sindaco Maurizio Brucchi dopo le dimissioni dei rappresentanti di "Futuro in". A detta del consigliere grillino Fabio Berardini il nuovo assetto...

E' scontro sulla giunta a cinque assessori varata dal sindaco Maurizio Brucchi dopo le dimissioni dei rappresentanti di "Futuro in". A detta del consigliere grillino Fabio Berardini il nuovo assetto dell'amministrazione cittadino è illegittimo perché viola la cosiddetta "quota rosa". La presenza in giunta di due donne a fronte di quattro uomini, compreso il primo cittadino, attesterebbe la rappresentanza femminile al 33,3%. «La legge stabilisce invece», spiega il consigliere grillino, «che nelle giunte dei Comuni con popolazione superiore a tremila abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40%, con arrotondamento aritmetico». Berardini cita anche norme e sentenze del Tar secondo le quali nel calcolo va anche ricompreso il sindaco. Il consigliere fa anche riferimento a un pronunciamento del Consiglio di Stato che ribadisce «il carattere inderogabile della percentuale di "quota rosa" nelle giunte comunali».
Secondo Brucchi, però, Berardini «dovrebbe approfondire meglio quello che legge». Il primo cittadino cita infatti la stessa sentenza indicata dal consigliere che accoglie il ricorso di una consigliera di parità calabrese contro il decreto di nomina di una giunta a cinque, più il sindaco, con una sola donna. «Il provvedimento dice chiaramente che ne servono almeno due per rispettare la quota rosa», afferma il primo cittadino, «per cui la nostra amministrazione è perfettamente in regola». Nel caso calabrese, infatti, sia il Tar che il Consiglio di Stato si sono pronunciati per l'annullamento delle nomine ma riferendosi alla presenza di una sola donna. «Berardini ha fatto un calcolo che si è inventato lui», conclude il sindaco. (g.d.m.)