Bimbo nato con grave disabilità Il giudice nomina pool di medici

12 Ottobre 2020

I genitori hanno citato in sede civile la Asl chiedendo un risarcimento danni di due milioni  Problemi agli occhi, la superperizia accerterà se vi siano state responsabilità o negligenze mediche

TERAMO. Nei tempi lunghi dei procedimenti giudiziari, soprattutto civili, è un primo punto fermo. Soprattutto con le novità introdotte, in materia di presunte colpe mediche, dalla legge Gelli-Bianchi che prevede la possibilità di conciliazioni delle parti in presenza dei risultati di una consulenza medica. Ed è un pool di medici quello che il giudice civile Silvia Fanesi ha nominato nella vicenda che vede i genitori teramani di un bambino nato senza occhi contro la Asl.
Ai due periti il magistrato ha posto dei quesiti per fare chiarezza sulla dinamica e accertare eventuali responsabilità mediche. Il bambino, nato all’ospedale di Sant’Omero, oggi ha dieci mesi e solo al momento del parto hanno fatto la drammatica scoperta. Nei nove mesi di gravidanza nessuno ha informati e per questo i genitori hanno citato la Asl chiedendo un risarcimento danni di due milioni. «Perché di una cosa sono certi», dice il loro avvocato Sigmar Frattarelli, «qualora avessero saputo dell’esistenza di queste malformazioni e della gravissima disabilità che ne è conseguita avrebbero certamente optato per l’interruzione della gravidanza. Il decorso della gravidanza è apparso ai medici perfettamente normale e privo di qualsiasi anomalia, nessun problema è stato segnalato ai genitori. All’ospedale di Sant’Omero sono state seguite diverse ecografie, è stato eseguito il test sulla ricerca di malattie cromosomiche con esito negativo».
Il piccolo è nato con la totale assenza dell’occhio destro, che non si è mai formato, e con l’occhio sinistro di dimensioni ridottissime e quasi del tutto assente. «Il primo aspetto emerso dalle varie consulenze fatte», continua il legale, «è che la mancanza totale dell’occhio destro avrebbe potuto essere agevolmente riscontrata sin dall’ecografia morfologica la quale, come noto, viene eseguita proprio per verificare le condizioni del feto. Peraltro risulta attestato nel referto della ecografia morfologica che le orbite nel corso dell’esame sono state perfettamente visualizzate dall’ecografista». In questi mesi i genitori e i loro familiari si sono sottoposti a test genetici per accertare se ci fosse una causa genetica, ma nulla è stato evidenziato. Precisa a questo proposito il legale: «È importante segnalare che è già stata accertata la certa esclusione di trasmissioni per via ereditaria nel senso che né sui genitori né sui nonni sono state riscontrate patologie che siano minimamente riconducibili alle malformazioni che hanno colpito il bambino».
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