Biodigestore da 20 milioni per pagare meno la Tari

Il presidente Saccomandi: «Priorità al nuovo impianto nel centro di Carapollo Vogliamo creare un polo provinciale coinvolgendo Mote e Poliservice»
TERAMO. Da centro rifiuti a polo provinciale di riciclo e produzione di energia. Uno slancio verso un futuro più sostenibile, ecologico e meno costoso. È l'obiettivo principale sul quale si stanno concentrando gli sforzi della nuova Teramo Ambiente tramite una programmazione che punta in primis sull'impiantistica. Da qui, da impianti capaci di rendere il territorio teramano il più autosufficiente possibile, parte la caccia ai fondi. E il primo step si chiama Piano nazionale di ripresa e resilienza. Entro il 14 febbraio vanno presentate le schede progettuali finalizzate a ottenere risorse dal Pnrr da investire sul sistema dei rifiuti che, per il presidente della Team Sergio Saccomandi, deve fondarsi «su una impiantistica moderna che oggi risulta assolutamente necessaria per il territorio», dice.
A poco più di tre mesi dall'insediamento del nuovo Cda della società in house, il presidente fa il punto sulle principali linee di azione che si stanno mettendo in campo. E la priorità per la Team pubblica è l'impiantistica: il centro di Carapollo, così com’è, non basta più. Il primo passo è la realizzazione di un biodigestore che permetta di lavorare l'organico per ottenerne energia abbattendo i costi di trasferimento verso siti fuori provincia. «Quella dell'impiantistica è una priorità», spiega Saccomandi, «Carapollo è un centro importantissimo per la Team ma è tempo di intervenire per migliorare i già grandi risultati che parlano del 72% di raccolta differenziata. Un dato soddisfacente ma che rischia col tempo di essere penalizzato proprio dai costi, destinati a lievitare sempre più, del trasferimento fuori provincia dei rifiuti». Un progetto da 20 milioni di euro per un biodigestore c'è ed è stato elaborato dalla Team con il Mote, il consorzio rifiuti dei comuni dell’entroterra: una collaborazione stretta fra le due realtà attive nel settore che potrà allargarsi ad altre società del territorio, leggasi Poliservice. Un dialogo aperto fra gli operatori del settore che remi verso un efficientamento dello smaltimento e del riciclo dei rifiuti. Con Carapollo come epicentro. «Ringrazio il presidente del Mote Ermanno Ruscitti per aver scelto di condividere questo percorso: l'esigenza è del territorio teramano tutto, non solo di Teramo città», aggiunge Saccomandi, «tutta la provincia deve diventare autosufficiente. Un conto è gestire un 10% di rifiuto secco e doverlo conferire fuori provincia, un conto è continuare a sostenere spese elevate per il 100% di organico da mandare altrove. Il dialogo col Mote deve continuare, così come mi riprometto di avviare un tavolo programmatico che coinvolga anche la Poliservice». Il biodigestore potrebbe sorgere a Carapollo, previo smantellamento e bonifica dell'ex inceneritore, «Anche questo aspetto è oggetto di studio: stiamo lavorando per capire come recuperare quel sito inquinato», aggiunge il presidente. Se i fondi Pnrr dovessero sfumare «non ci fermeremo e cercheremo comunque il modo per realizzare il biodigestore», chiarisce Saccomandi.
Ma la Team ha altri fronti aperti. Cda e tecnici stanno mettendo a punto il piano industriale, che dovrebbe essere pronto prima dell'estate. Ci sono poi i temi del verde pubblico e dei servizi cimiteriali: «Stiamo facendo una ricognizione degli spazi verdi, mentre per i cimiteri su Cartecchio stanno arrivando già dei risultati, in particolare sulla parte monumentale che a breve tornerà fruibile. Resta poi ferma la volontà di realizzare un impianto di cremazione: su questo avvieremo un’interlocuzione con la Asl», conclude Saccomandi.
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