Bisenti, il feretro di Luana portato dai vigili del fuoco

Sulla bara della trentenne uccisa dalla valanga che ha travolto l’hotel la maglia biancazzurra del Pescara calcio femminile, la squadra in cui militava
BISENTI. E’ stato composto, commovente e partecipato l’ultimo saluto a Luana Biferi, la donna di 30 anni che ha perso la vita a seguito della valanga che ha distrutto l’hotel Rigopiano di Farindola. Luana, originaria di Bisenti, era lì per lavoro. Era dipendente della struttura da qualche tempo. Una realtà nella quale in passato aveva lavorato anche il padre Gaetano. Tantissimi parenti, amici, amministratori, vigili del fuoco (che hanno portato a sulla spalle la bara), ma anche persone che si sono sentite in lutto pur non conoscendola sono stati presenti alla cerimonia che si è svolta nella sala polifunzionale del suo paese, la chiesa principale è inagibile a causa del sisma. Sulla bara della ragazza una maglietta biancazzurra, i colori della sua squadra: Luana era una giocatrice di calcio femminile, ha giocato in molte squadre della regione, tra queste il Pescara. E c’erano anche le sue compagne a salutarla. Con le lacrime agli occhi una collettività intera ha dimostrato vicinanza alla famiglia: al padre, alla madre Cristina e al fratello William. Una famiglia unita e umile, abituata a lavorare duro per portare a casa un piccolo stipendio. Una umiltà che in Luana si è tradotta in forza: non si tirava indietro mai. Conosceva la fatica e la affrontava. Su quella forza sempre dimostrata confidavano tutti quelli che hanno sperato sino all’ultimo istante che lei non fosse tra le vittime della tragedia. Sulla sua pagina Facebook, in un post di poche ore prima della valanga, Luana chiedeva notizie di Bisenti, era preoccupata per la nevicata di quelle ore. «Sono bloccata a Rigopiano con tre metri di neve, il terremoto. Qualcuno ha notizie di mio fratello, non riesco a contattarlo». Un post ora pieno di commenti commossi. In centro a Bisenti una scritta: “Campionessa”, perché con la sua passione per lo sport e lo spirito da combattente tutti coloro che l’hanno amata la ricorderanno sempre. Per il paese questo lutto è stato un ritorno indietro nel tempo. In tutti ha riaperto la ferita, mai rimarginata, di Serena Scipione, la studentessa di medicina che perse la vita la notte del 6 aprile 2009 nel terremoto aquilano. Un dramma collettivo che anche il sindaco Enzino De Febis ha voluto sottolineare proclamando per la giornata di ieri il lutto cittadino.
Evelina Frisa
©RIPRODUZIONE RISERVATA

