Braga, statizzazione con il trucco Gli enti locali fanno ricorso al Tar
L’atto con cui il commissario ad acta prevede il passaggio dell’istituto musicale al ministero comporta un notevole esborso di soldi a carico di Regione, Provincia e Comuni di Teramo e Giulianova
TERAMO. Il processo di statizzazione del Braga assume contorni paradossali. L'atto del commissario nominato dal Tar del Lazio per l'attuazione della sentenza che sancisce il passaggio dell'istituto musicale teramano sotto il controllo diretto del ministero dell'Università verrà impugnato. A chiedere l'ulteriore pronunciamento del tribunale amministrativo non sarà il governo, che è risultato soccombente nel primo giudizio, ma gli enti territoriali che siedono nel consiglio di amministrazione del Braga.
Nella riunione del tavolo tecnico convocato dal sindaco Maurizio Brucchi e del quale fanno parte i rappresentanti del Comune di Giulianova, della Provincia e della Regione è stato deciso di presentare un ricorso contro una parte dell'atto firmato dal commissario. Il provvedimento in questione attua in teoria quanto richiesto dagli enti e confermato dalla prima sentenza del tribunale amministrativo laziale che ha imposto la statizzazione del Braga, ma in pratica aggiunge una clausola che non modifica la situazione attuale lasciando l'istituto in piena crisi economica. Nel testo, infatti, viene specificato che i costi dell'operazione saranno comunque a carico degli enti locali che finora hanno finanziato il Braga con i loro contributi. «Il commissario ha detto che la statizzazione si deve fare con i soldi nostri», evidenzia Brucchi, «è come se noi facessimo gli asfalti e poi pagasse il governo». La necessità di far passare l'istituto musicale sotto il controllo statale, applicando tra l'altro il protocollo d'intesa sottoscritto una decina d'anni fa dall'allora ministro dell'Istruzione Letizia Moratti, nasce proprio da esigenze economiche. L'amministrazione cittadina anche quest'anno stanzierà 100mila euro che si aggiungeranno ai 30mila del Comune di Giulianova e ai 70mila euro della Regione. «Queste somme, però, non sono sufficienti a garantire la sopravvivenza del Braga», chiarisce Brucchi, «e se la statizzazione dobbiamo pagarla noi, non abbiamo risolto nulla». L'atto firmato dal commissario, inoltre, mette a carico degli enti locali anche la liquidazione degli stipendi non pagati ai docenti e al personale dell'istituto, per cui l'esborso lieviterebbe in modo esponenziale.
Per il sindaco, insomma, il provvedimento commissariale «è una furbata, un tentativo di aggirare l'ostacolo» che di fatto non traduce in pratica il protocollo d'intesa firmato nel 2005. Il nuovo ricorso al Tar, dunque, è destinato a cancellare la giravolta con cui il commissario è tornato al punto di partenza riaddossando il problema agli enti locali che fanno parte del cda. «Vogliamo che la statizzazione vada avanti», conclude Brucchi, «ma che sia attuata in tutti i suoi aspetti». L'articolo del provvedimento commissariale che fa riferimento alla copertura delle spese verrà impugnato entro giovedì, quando scadrà il termine per la presentazione del ricorso.
Gennaro Della Monica
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