Brucchi al ministero «Fuori i soldi per il teatro romano»

28 Febbraio 2016

Parte un nuovo sollecito a Franceschini, stavolta più duro «Ci dica se darà o meno il milione e mezzo promesso»

TERAMO. Comune e ministero dei Beni culturali sono ai ferri corti sul finanziamento per il recupero del teatro romano. I ripetuti solleciti da parte dell'amministrazione a tradurre in pratica l'impegno assunto cinque anni fa dal governo per lo stanziamento di 1,5 milioni di euro destinati a completare il tesoretto necessario a finanziare l'opera sono caduti nel vuoto. Anzi, il ministero di recente ha staccato un assegno da 600mila euro intestato alla Sovrintendenza per la ristrutturazione del castello Della Monica, già finanziato dalla Regione con 2,1 milioni di euro. Il munifico gesto del Mibac suonerebbe addirittura come beffardo se non fosse che sosterrà comunque un intervento prioritario nel completamento del percorso culturale cittadino. «Anche se i 600mila euro saranno gestiti dalla Sovrintendenza siamo contenti dello stanziamento», premette il sindaco Maurizio Brucchi, «ma noi non lo avevamo chiesto».

Così il primo cittadino domani prenderà di nuovo carta e penna per scrivere al ministro Dario Franceschini. Sarà il quarto sollecito da quando il rappresentante del governo si era impegnato a visitare personalmente i resti del teatro nel settembre scorso: questa volta, però, il tono della missiva sarà meno ovattato dei precedenti. «Il ministero ci deve dare una risposta definitiva», scandisce Brucchi, «si assuma la responsabilità di rispettare quanto concordato nel protocollo con Fondazione Tercas, Provincia e Regione o di negare definitivamente il contributo».

In attesa ci sono gli enti cofinanziatori del progetto e i proprietari degli edifici da demolire per riportare alla luce la cavea del teatro che, a detta del sindaco, non possono restare «appesi in eterno» alle indecisioni ministeriali. Anche perchè Fondazione Tercas e Regione hanno garantito da tempo la loro parte. La prima ha già sborsato 500mila euro per la progettazione, che nonostante tortuosità burocratiche e giudiziarie è decollata, e tiene pronto in cassaforte un altro milione da investire nell'opera. La seconda ha stornato verso altri scopi gli 1,5 milioni di euro che erano stati impegnati per il teatro ma con la promessa da parte del governatore Luciano D'Alfonso, a cui Brucchi riconosce piena affidabilità, di restituire la somma non appena l'intervento sarà in rampa di lancio. Lo stanziamento del ministero, dunque, riveste un ruolo chiave. «Il premier Matteo Renzi ha annunciato che ci sono fondi per la cultura», ricorda il primo cittadino, «e nell'elenco delle priorità inviato al governo abbiamo messo al primo posto il teatro romano: dobbiamo avere una risposta al più presto».

Secondo il sindaco, infatti, ci sono tutte le condizioni perché l'intervento, di cui si parla da anni, possa diventare realtà. L'avvicendamento tra i gruppi incaricati della progettazione, dovuto a una sentenza del Tar che ha rimesso in sella uno dei concorrenti inizialmente esclusi, non ha prodotto ulteriori effetti negativi. «Abbiamo investito i primi 500mila euro», conclude il sindaco, «il ministero non può lasciarci in mezzo al guado».

Gennaro Della Monica

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