Brucchi: costretti a ricorrere all’anticipo di cassa

4 Marzo 2015

TERAMO. «Con il populismo e le strumentalizzazioni non si chiudono i conti». Il sindaco Maurizio Brucchi replica alle accuse del capogruppo del Pd Gianguido D'Alberto sulla crisi finanziaria del...

TERAMO. «Con il populismo e le strumentalizzazioni non si chiudono i conti». Il sindaco Maurizio Brucchi replica alle accuse del capogruppo del Pd Gianguido D'Alberto sulla crisi finanziaria del Comune snocciolando dati e numeri. «Non c'è dubbio, siamo in difficoltà come tutte le città d'Italia», contrattacca, «ma nessuno scarica le responsabilità sugli altri». Il primo cittadino respinge la contestazione secondo cui nasconderebbe le proprie incapacità dietro problematiche che esulano dalle sue scelte amministrative e politiche. Per questo cita esempi che ritiene illuminanti sulle condizioni economiche dell'ente. «Dobbiamo incassare quattro milioni di euro dal Ruzzo, questi sì derivanti da decisioni sbagliate del passato, e mancano circa 12 milioni di euro di Tia non pagata negli ultimi cinque anni», sottolinea, «senza considerare i tagli che hanno azzerato i contributi statali».

In una situazione del genere dunque, a detta del sindaco, non è possibile coprire le spese senza ricorrere all'anticipazione di cassa, prendendo di fatto somme a prestito sulla base di introiti previsti ma non certi. «Abbiamo fatto ricorso a questo sistema l'anno scorso per la prima volta», tiene a sottolineare Brucchi, «e se avessimo ottenuto almeno una parte delle somme di cui siamo creditori, il bilancio sarebbe a posto». Basterebbero i quattro milioni di euro dovuti dal Ruzzo per coprire lo scoperto registrato a fine 2014 e recuperando una quota della Tia non pagata le risorse sarebbero più che sufficienti a compensare le uscite senza problemi. «Sono in corso accertamenti e procedure destinate a incassare la tariffa d'igiene ambientale non versata nell'ultimo quinquennio», osserva, «ma non possiamo levare la pelle ai cittadini».

Fino a giugno l'amministrazione dovrà tirare la cinghia. «Non avremo alcuna risorsa disponibile perché l'anticipo sulle rate della Tari serve a coprire i costi del servizio fornito dalla Team», spiega Brucchi, «e i primi soldi disponibili arriveranno con l'Imu e la Tasi». Nel frattempo, però, il Comune deve liquidare le fatture dei propri fornitori entro 60 giorni dall'emissione e continuare a garantire servizi essenziali nel sociale e nella scuola. «Per far quadrare i conti abbiamo avviato una radicale della revisione della spesa», sottolinea il sindaco, «abbiamo completato il trasloco degli uffici in immobili di nostra proprietà per evitare il pagamento degli affitti e proseguiremo in questa direzione ridimensionando ulteriormente tutti i costi non essenziali». Brucchi, però, definisce «demagogico e strumentale» l'ennesimo richiamo alla ridondanza della giunta con nove assessori che farebbe spendere al Comune molto più di quanto necessario. «Non è questa la voce di spesa che fa la differenza», conclude, «si tratta della solita tiritera populista che non interessa ai cittadini». (g.d.m.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA