Butta rifiuti al porto senza autorizzazione Multa di 500 euro

8 Gennaio 2019

Arriva da Mosciano e si libera di diversi grossi sacchi nei cassonetti del molo: la guardia costiera lo sorprende

GIULIANOVA. Ha buttato dei rifiuti in una cassonetto del porto, ma non era autorizzato a farlo e la guardia costiera gli ha fatto una multa da 500 euro. L’uomo, residente a Mosciano, senza permesso di accedere con l’auto nell’area portuale, credeva di passare inosservato e così ha utilizzato i contenitori riservati agli operatori del porto per disfarsi di rifiuti casalinghi ingombranti senza attendere le date fissate per la raccolta differenziata nel suo comune. Il comportamento dell’uomo non è sfuggito a due militari della guardia costiera in borghese che in quel momento erano in ricognizione nell’aera portuale. I militari hanno fermato il “furbetto della spazzatura” e, dopo l’identificazione, lo hanno invitato ad esibire l’autorizzazione di accesso al porto, che non aveva. I militari hanno accertato l’indebito conferimento dei rifiuti, costituiti da diversi sacchi di grosse dimensioni, in violazione del provvedimento del Comune di Giulianova, oltre all’accesso non autorizzato con il proprio veicolo nell’area portuale. Prendendo spunto da questo episodio, la guardia costiera fa sapere che l’azione di vigilanza e repressiva sarà ancora più forte ed efficace con l’ormai prossimo potenziamento del sistema di videosorveglianza dell’intero ambito portuale che sarà monitorato costantemente dalla sala operativa del comando della capitaneria, da dove sarà possibile individuare anche minimi movimenti che si dovessero scorgere attorno alle barche ormeggiate. Saranno infatti installate a breve, di concerto con Ente porto, assessorato regionale alla pesca e Arap Abruzzo, delle telecamere ad alta risoluzione con visione notturna ad ampio raggio disposte in maniera diffusa. «Il livello di attenzione sul tema», afferma il tenente di vascello Claudio Bernetti, comandante del porto di Giulianova, «è elevato e verrà ulteriormente implementato dalla dotazione della nuova tecnologia, perché chiunque frequenti il porto, ivi compresi gli operatori della pesca, diportisti e cittadini entrino nell’ottica di considerarlo ambiente proprio, in quanto casa del proprio lavoro e delle proprie passioni. Per tale ragione, tolleranza zero per chi inquina e non rispetta la cosa pubblica: il porto e, di riflesso, il mare».
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