«Buttati nella spazzatura i giochi e le foto dei nostri figli»

La denuncia arriva da alcuni genitori dei ragazzi disabili che frequentano il centro diurno a Roseto La replica di Dimensione volontario: «Li abbiamo messi nei sacchi per conservarli, non per buttarli»
ROSETO. Giochi, lavori e alcune foto, buttati in 20 sacchi della spazzatura. E’ quello che hanno ritrovato, mercoledì scorso, alcuni genitori di ragazzi disabili fuori dal centro diurno “L’albero della felicità”, in via Fonte dell’Olmo, dopo la riapertura della struttura. Nella gestione è subentrata, al posto di “Dimensione Volontario”, la nuova cooperativa sociale 3M di Montorio, che gestirà il centro per tre mesi in attesa di un nuovo bando di gara. «Durante le operazioni di sgombero della struttura», denunciano alcuni genitori, «qualcuno ha pensato bene di buttare nella spazzatura i giochi, i lavoretti e, cosa ancora più disgustosa, le foto dei nostri figli». Questo, continuano i genitori, «dopo che, solo poco tempo fa, le stesse persone avevano chiesto l'autorizzazione a pubblicarle, evidentemente solo a scopo pubblicitario, per la presentazione di un progetto. I comportamenti sono importanti, possono ferire e umiliare la dignità di chi vive ogni giorno un dramma che colpisce la mente e il cuore. L’associazione Dimensione Volontario ha trattato i nostri figli disabili come spazzatura da gettare». I familiari dei ragazzi, nella loro forte polemica parlano anche di «comportamenti inqualificabili» da parte di chi ha gestito il centro diurno e si rivolgono anche alla politica chiedendo di «prendere le distanze da certi personaggi. Chi sceglie di operare nel sociale dovrebbe avere soprattutto sensibilità e la sua mission dovrebbe essere quella di costruire, con il territorio, progetti che possano sollevare le famiglie dal carico di assistenza e far sentire ai disabili tutto l’amore possibile, e non gettare nella spazzatura anche il materiale che una signora sensibile aveva donato con amore ai nostri figli».
Parole molto dure alle quali replica il presidente di "Dimensione Volontario" Giuseppe Palermo, che respinge le accuse dei genitori in merito ai sacchi della spazzatura con le foto dei ragazzi. «Noi siamo dovuti andare via per l'avvicendamento deciso dall'Unione dei Comuni», dice Palermo, "e ovviamente abbiamo dovuto togliere tutto il materiale presente, comprese le foto dei ragazzi, per motivi di privacy. Allora abbiamo preso dei sacchi neri mettendo dentro il tutto, sacchi che non dovevano essere buttati, bensì trasferiti, e li avevamo raggruppati tutti nel magazzino dell'edificio. È successo che alcuni sacchi sono rimasti purtroppo fuori per un disguido, e sicuramente questi genitori che mi accusano li hanno aperti scattando poi delle foto per infangare la mia persona. Io non capisco dove vogliono arrivare».
L’unica nota positiva il fatto che il cambio nella gestione non è stato in alcun modo traumatico per i ragazzi: nella struttura sono infatti rimasti ad operare alcuni dei vecchi operatori oltre a due giovani ragazzi che hanno svolto uno stage di 6 mesi lo scorso anno nel centro diurno.
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