Calo degli elettori in città: va alle urne il 15% in meno

Alle 23 la partecipazione è del 51,64%, netta flessione rispetto a cinque anni fa
TERAMO. Il primo giorno delle elezioni per scegliere sindaco e consiglieri comunali fa registrare un netto calo. Fino alle 23, orario di chiusura delle 80 sezioni distribuite tra il centro e le frazioni, è andato al voto il 51,64% dei 45.985 aventi diritto. Il dato indica una flessione di quasi quindici punti rispetto alla tornata di cinque anni fa, quando i votanti furono il 67,20% degli iscritti nelle liste elettorali. In quella circostanza, però, le operazioni di voto furono concentrate in un solo giorno. Questa volta, invece, i seggi sono aperti anche oggi. La tendenza al ribasso si era già manifestata con il primo dato di giornata, quello di mezzogiorno. A quell’ora l’affluenza era attestata al 15,92%, quasi cinque punti in meno rispetto alla tornata del 2018, quando aveva votato il 20,73% degli aventi diritto. Lo stesso andamento è stato confermato dal rilevamento delle 19. A quel punto i votanti si sono attestati al 42,42% del totale, lasciando di fatto invariato il divario rispetto alla stessa ora del 2018, quando alle urne era andato il 47,37% degli elettori. Nonostante la scarsa partecipazione al voto nella mattina di avvio della consultazione, tra i primi a presentarsi nei rispettivi seggi sono stati i tre candidati sindaco.
Il più sollecito è stato l’uscente Gianguido D’Alberto, camicia bianca con il colletto sbottonato e giacca scura, che intorno alle 10.45 è entrato nella scuola materna di Villa Mosca, in via Don Minzoni, per raggiungere la sezione in cui è iscritto a votare. Mezz’ora dopo è stata la volta di Carlo Antonetti. In completo blu con cravatta a pois e pochette bianca d’ordinanza nel taschino, l’avvocato ed ex presidente del Teramo Basket in serie A è arrivato alle 11.15 nel suo seggio della scuola materna ed elementare Noè Lucidi, di fronte ai giardini intitolati al compianto cantautore teramano Ìvan Graziani. Ha votato a mezzogiorno, invece, Maria Cristina Marroni, raggiungendo il suo seggio nello storico edificio del liceo Delfico in piazza Dante: per lei gonna lunga rossa e giacca jeans. Esercitato il diritto-dovere di voto tutti per tutti e tre gli aspiranti primi cittadini quello di ieri è stato un pomeriggio di riposo in famiglia dopo la lunga cavalcata della campagna elettorale e l’estenuante attesa dei risultati che inizierà oggi dalle 15 con la chiusura delle sezioni e l’avvio dello spoglio. Le operazioni nei seggi ripartiranno, infatti, dalle 7 e si protrarranno fino a tarda sera con l’attribuzione delle preferenze a candidati sindaco e consiglieri. È possibile, però, che il voto si protragga oltre l’orario limite delle 15 se ci saranno file davanti alle sezioni. Rispetto alla tornata di cinque anni fa i dati potrebbero affluire con maggiore lentezza in Comune e in prefettura.
Una disposizione del ministero dell’Interno, infatti, stabilisce che lo spoglio per i candidati sindaco e per gli aspiranti consiglieri sia contestuale, con una sola lettura della scheda e non divisa in due passaggi come di solito avveniva nelle tornate precedenti. La registrazione contemporanea delle preferenze espresse per primo cittadino e componenti del consiglio, dunque, probabilmente allungherà i tempi per avere il dato più significativo, quello relativo all’eventuale vittoria al primo turno di uno dei tre in corsa per la fascia tricolore o se sarà necessario il ballottaggio tra i due più votati. In questo caso i teramani saranno di nuovo chiamati alle urne tra due settimane: domenica 28 maggio dalle 7 alle 23 e lunedì 29, dalle 7 alle 15, solo per scegliere il nuovo sindaco. Con il ballottaggio resterà incerta anche la composizione del consiglio. Alla coalizione del candidato vincente verranno attribuiti venti seggi in aula, mentre gli altri dodici saranno ripartiti con metodo proporzionale tra gli schieramenti che formeranno l’opposizione. Per concorrere all’assegnazione di almeno un posto in aula ciascuna lista deve comunque superare lo sbarramento del tre per cento dei voti. Allo spoglio e successive verifiche da parte della commissione elettorale seguirà la proclamazione degli eletti ed entro i venti giorni successivi la convocazione della seduta di insediamento di sindaco, giunta e consiglieri.
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