Cantiere in abbandono sul molo Il Coba: «Area in totale degrado»

Il consorzio dei balneatori lancia un appello all’amministrazione comunale e all’Ente porto «Servono interventi immediati di messa in sicurezza». Per completare l’opera necessari 2,4 milioni
GIULIANOVA. Il nuovo braccio del porto, i cui lavori sono fermi da circa un anno, somiglia sempre più a una chimera. Il cantiere abbandonato è ormai diventato un brutto biglietto da visita per quanti quotidianamente scelgono il porto per fare una passeggiata in relax e ammirare lo spettacolo del mare dalle banchine. Le piante spontanee hanno preso il sopravvento e tutti i resti delle attrezzature da lavoro come tubi e ferro lasciati all’aperto sono oramai arrugginiti, mentre la recinzione è quasi completamente divelta e sempre più spesso gruppi di ragazzini la scavalcano per bighellonare nel cantiere con il rischio di farsi del male.
A denunciare la situazione, anche sotto il profilo sanitario è il Coba, il Consorzio dei balneari che nei giorni scorsi ha inviato una lettera ufficiale alla pec del Comune per chiedere l’immediato intervento delle autorità al fine di mettere in sicurezza la zona. «C’è totale assenza di controllo e ogni giorno ragazzi ma anche adulti entrano da diversi punti del cantiere per raggiungere la parte estrema del nuovo braccio, dice il segretario del Coba Gabriele Albani, «tutti si vantano del porto come il fiore all’occhiello della nostra città, ma ancora una volta, con la stagione turistica alle porte, ci ritroviamo in pieno centro con un cantiere abbandonato e in condizioni disastrose sia dal punto di vista della sicurezza che dal punto di vista sanitario». Le immagini rendono bene lo stato di degrado dell’area, una situazione che è sotto gli occhi di tutti perché il cantiere si trova proprio all'ingresso nord del porto. Eppure né il Comune né l’Ente porto hanno preso provvedimenti fino ad ora e nella lettera il Coba sollecita un intervento risolutivo da parte dell’ente che ha competenza a intervenire. Nessuna notizia certa intanto per la riapertura del cantiere e il completamento del braccio a mare. All’inizio di maggio era circolata la notizia di un accordo tra l’Ente porto, il provveditorato per le opere marittime della Regione e il genio civile per l’utilizzo dei 900mila euro del ribasso d’asta per sistemare i danni causati dalle mareggiate che in pochi mesi hanno scavato la base dell’opera minandone la stabilità. «Corriamo il rischio che i lavori si facciano durante l’estate», avverte Albani, «potremmo anche stringere i denti e sopportare il disagio, ma solo a patto che l’opera venga definitivamente completata». Una speranza appunto. Per ultimare l’opera con un tratto di 85 metri, occorrono infatti circa 2,4 milioni di euro.
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