Cardelli: i miei avversari tutti in silenzio davanti al commissario sul caso Tercoop

6 Giugno 2018

Dice di essersi astenuta finora da «roboanti proclami» provando «una invincibile ripugnanza a mescolarmi» con gli avversari «in questa fantasmagorica catarsi generale che li ha resi tutti puri ed...

Dice di essersi astenuta finora da «roboanti proclami» provando «una invincibile ripugnanza a mescolarmi» con gli avversari «in questa fantasmagorica catarsi generale che li ha resi tutti puri ed immacolati, persino i responsabili del disastro economico e sociale che attanaglia la nostra città». Non può tacere, però, la candidata sindaco di “Sinistra per Teramo” Paola Cardelli (nella foto) l’esito dell’ultimo incontro con il commissario del Comune Luigi Pizzi per sollecitare una revisione del bando di gara dei parcheggi a pagamento che rimettesse in corsa la Tercoop, attuale affidataria in proroga del servizio. Alla riunione hanno partecipato tutti gli aspiranti alla carica di primo cittadino «tranne l’ingiustificato Morra». Il risultato, però, è stato quanto mai deludente. «I nostri campioni di eloquenza hanno fatto scena muta demandando al più intraprendente e disinibito Di Dalmazio di porre per tutti una sola questione al commissario, non già di rendere la gara più accessibile come mi sono ritrovata da sola e dunque vanamente a chiedere», riferisce Cardelli, «ma di lasciare in eredità qualche dotta indicazione sugli interventi da mettere in campo per soccorrere in futuro la cooperativa, pur consapevoli che l’estromissione dalla gara ne determinerà la chiusura e che nessun aiuto sarà possibile fuorché qualche singola marchetta elettorale». È stato l’ulteriore esempio di quanto, secondo l’ex consigliera, i suoi avversari siano inaffidabili. Cardelli cita i repentini cambi di opinione su Team, housing sociale di via Longo, sicurezza delle scuole e anche sulla funivia tra il centro e la sede universitaria di Coste Sant’Agostino. «Da destra a “sinistra” quei saltimbanchi della politica teramana si sono troppo spesso riproposti in totale discordanza con le posizioni in precedenza assunte e sostenute sulle varie questioni», afferma, «con inesplicabili ed inspiegati “ravvedimenti” in apparenza a volte meritori, ma nella sostanza sempre inattendibili e strumentali». (g.d.m.)